Pochi attori hanno riempito una scena con uno sguardo o un’espressione del viso appena. A 95 anni è morto Robert Duvall, uno degli attori più noti della Hollywood degli anni Settanta, interprete di film diventati pietre miliari nella storia del cinema come Il Padrino e Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. È morto “serenamente” nella sua casa a Midlleburg, in Virginia. Quasi 60 anni di carriera in cui ha davvero interpretato di tutto, noto per la sua versatilità nelle parti interpretate e la profondità che riusciva a dare ai suoi personaggi.
È stato militare, dirigente, avvocato, cantante in rovina, uomo d’affari, poliziotto, predicatore. “Mi piace l’odore del napalm al mattino”, la frase iconica del colonnello William “Bill” Kilgore in Apocalypse Now. E aveva vestito i panni dell’avvocato e consigliere della famiglia Corleone nel Padrino. Per entrambe le interpretazioni venne candidato agli Oscar. Vinse una statuetta nel 1984 come attore protagonista nel film Un tenero ringraziamento del regista Bruce Beresford: in quel caso interpretava un cantante country alcolista. Agli Academy Awards venne candidato altre sei volte.
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“Che duro colpo. Un attore così grande e una parte così essenziale di American Zoetrope fin dal suo inizio”, ha dichiarato il regista di origini lucane, Coppola. “È stato un onore lavorare con Robert Duvall – ha dichiarato in una nota Al Pacino, che aveva recitato al suo fianco nel Padrino – Era un attore nato, il suo legame con la recitazione e il suo dono fenomenale saranno ricordati per sempre. Mi mancherà”.
Duval era nato in California, a San Diego, ed era cresciuto in giro per gli Stati Uniti per via del lavoro del padre, ammiraglio della Marina. Aveva cominciato con il teatro come Dustin Hoffman e Gene Hackman, negli anni Cinquanta divenne uno degli attori più richiesti a Broadway. Al cinema ebbe la sua prima parte in un film di alto livello, anche se non da protagonista, nel film Il buio oltre la siepe del 1962, tratto dal classico della letteratura di Harper Lee. La sua carriera spiccò il volo con la chiamata di Coppola per entrare nel progetto del Padrino.
“Sapeva tenere testa a Brando, Pacino e a chiunque fosse in scena con lui anche su quel terreno – ha scritto Rolling Stone – Ma sapeva anche catturare l’attenzione limitandosi a spostare lo sguardo, mostrandoti cosa stesse pensando Hagen senza dire una parola. Questa sì che è grande recitazione”. La sua versatilità gli consentì comunque di lavorare con alcuni dei più grandi registi di Hollywood, tra cui Robert Altman, Billy Bob Thornton, Lasse Hallström, George Lucas e Joel Schumacher tra gli altri. Il suo ultimo film era stato The Pale Blue Eye – I delitti di West Point del 2022.
Fu anche regista, si ricordano soprattutto i film L’apostolo e Cavalli Selvaggi. Gli piaceva lavorare con attori non professionisti. Fu impegnato pubblicamente a favore del Partito Repubblicano. Non ci sarà alcuna cerimonia ufficiale, come si legge nel comunicato della famiglia che “incoraggia coloro che desiderano onorare la sua memoria a farlo in un modo che rifletta la vita da lui vissuta, guardando un bel film, raccontando una bella storia a tavola con gli amici o facendo un giro in auto in campagna per apprezzare la bellezza del mondo”.