Quanti che guardano, che seguono il calcio, anche o soltanto per aggiornarsi sulla propria formazione, sui bonus e malus dei calciatori acquistati in aste infinite e litigiose con gli amici, su piattaforme con altre centinaia di migliaia di persone. E la Serie A che decide di acquistare la maggioranza del gioco che appassiona milioni di italiani e di comitive. Qualcosa ormai popolare come la stessa massima serie: il Fantacalcio. L’acquisto riguarda la società e le relative applicazioni. “Il prodotto sarà sempre più appetibile per gli utenti, con la possibilità di arricchirlo con le nostre immagini e svilupparlo anche all’estero”, ha detto al termine dell’Assemblea di Lega Calcio Serie A il Presidente Ezio Simonelli.
L’acquisizione della maggioranza della società che detiene Fantacalcio è stata deliberata con 15 voti favorevoli, tre i contrari e due gli astenuti. Sono circa sei milioni gli italiani (dati Fatamagazine del 2024) che ci giocano in Italia. “Sono convinto che se la gente non giocasse a Fantacalcio si guarderebbero meno partite – aveva raccontato Riccardo Albini, il creatore, a Wired – Penso che un terzo delle persone non lo seguirebbe più perché molta gente si è stufata del calcio”. Un’invenzione così riuscita che a partire da quella stessa intuizione sono stati creati anche il FantaSanremo e il FantaConclave. Secondo alcune stime, circa il 90% delle persone che giocano al Fantacalcio in Italia lo facciano tramite il sito o l’applicazione ufficiali della società.
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La maggioranza della piattaforma era di proprietà della società Quadronica, nata nel 2008 e controllata al 50% da due imprenditori napoletani, Nino Ragosta e Luigi Cutolo. Il marchio Fantacalcio era stato acquistato nel 2017 dal gruppo editoriale GEDI, quello dei quotidiani La Repubblica e La Stampa, e delle radio Capital e Deejay ed M2O, che attraversa un momento durissimo con la società della famiglia Elkann. Il valore stimato dell’azienda si aggirava intorno ai 40 milioni di euro, di circa 20 milioni di euro l’investimento previsto per l’acquisto della maggioranza. Tra la società e la Serie A fino a questo momento c’erano state delle collaborazioni limitate.
“Abbiamo poi approvato le modifiche statutarie al cosiddetto ‘paracadute‘ – ha aggiunto Simonelli – che consentiranno alle Società che dovessero retrocedere in Serie B di utilizzare questo ‘paracadute’ già ai fini degli indici di liquidità. Inoltre abbiamo stipulato una serie di accordi in ambito commerciale, tra i quali la proroga dell’accordo con l’ICE (Istituto per il Commercio Estero). Abbiamo rinnovato questo accordo con grande soddisfazione del Ministero degli Esteri, dell’ICE, ma anche ovviamente nostra, perché essere al servizio del Paese credo sia qualcosa che tutti noi amiamo. È stato infine confermato, all’unanimità, Umberto Marino dell’Atalanta nel Consiglio Direttivo del Settore Tecnico della FIGC”.