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Schiaffo a Trump, rivolta interna ai Repubblicani alla Camera: passa la risoluzione Dem per bloccare i dazi al Canada

President Donald Trump arrives at a dedication ceremony for a portion of Southern Boulevard, which the Town of Palm Beach Council recently voted to rename,”President Donald J. Trump Boulevard,” Friday, Jan. 16, 2026, at his Mar-a-Lago Club in Palm Beach, Fla. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

President Donald Trump arrives at a dedication ceremony for a portion of Southern Boulevard, which the Town of Palm Beach Council recently voted to rename,"President Donald J. Trump Boulevard," Friday, Jan. 16, 2026, at his Mar-a-Lago Club in Palm Beach, Fla. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

In attesa del “redde rationem”, ovvero la sentenza della Corte Suprema che dovrà decidere sulla legalità dei dazi imposti da Donald Trump, con conseguenze devastanti per la Casa Bianca in caso di bocciatura, il presidente degli Stati Uniti incassa uno stop bruciante dal suo stesso partito.

La Camera dei Rappresentanti, a pochi mesi dalle cruciali elezioni di midterm previste a novembre, ha approvato una risoluzione per bloccare i dazi contro il Canada imposti lo scorso febbraio da Trump invocando l’International Emergency Economic Powers Act per dichiarare un’emergenza per la sicurezza nazionale e imporre dazi del 25% su tutte le importazioni da Canada e Messico.

Un voto significativo per la spaccatura interna al GOP, il Grand Old Party conservatore che Trump ha spostato su posizioni di estrema destra: sei deputati Repubblicani hanno votato con l’opposizione Democratica, col risultato finale che è stato di 219 voti favorevoli allo stop e 211 contrari.

Trump non si è fatto attendere, la reazione del tycoon nei confronti dei deputati “traditori” è stata tipica del personaggio. Tramite il suo social Truth il presidente li ha attaccanti e minacciati, avvertendo che chi si oppone alla linea dell’amministrazione sui dazi “subirà conseguenze alle elezioni”, comprese eventuali primarie interne in vista del midterm di novembre. “Chiunque voterà contro i dazi la pagherà alle elezioni, anche alle primarie”, ha scritto su Truth, sostenendo che le tariffe garantiscono agli Stati Uniti una maggiore sicurezza “perché il solo nominarle spinge gli altri Paesi ad accettare le nostre richieste”. In un altro messaggio, Trump ha poi preso di mira il Canada: “Si è approfittato di noi dal punto di vista commerciale per decenni. È fra i peggiori con cui avere a che fare”.

La spaccatura interna ai Repubblica va letta in realtà per due fattori: da una parte il consenso in flessione di Trump, una tendenza evidenziata da più sondaggi recenti che mostrano un calo più o meno marcato del gradimento nei confronti dell’operato della Casa Bianca, dall’altra la necessità per gli stessi deputati conservatori di “prendere le distanze” da un presidente non lontano dalla fine del suo secondo e ultimo mandato.

Va in ogni caso sottolineato che, nonostante quanto accaduto alla Camera, è improbabile che il voto espresso abbia un effetto pratico: Trump quasi certamente porrà il veto.