Quello che pensano gli italiani del Referendum sulla Giustizia del prossimo marzo ma anche quello che pensano sulle manifestazioni di Torino per Askatasuna e della stretta sicurezza del governo Meloni. È un sondaggio a tutto campo quello diffuso ieri, mercoledì 11 febbraio, dall’agenzia YouTrend per SkyTg24 che non dimentica gli orientamenti di voto rispetto ai partiti e la variabile o scheggia impazzita nella destra Vannacci che già comincia a farsi notare tra percentuali e Parlamento.
Appaiono divisi gli italiani sugli scontri di Torino dello scorso 31 gennaio, in occasione della manifestazione a favore del centro sociale Askatasuna, quella salita alla ribalta mediatica per l’aggressione a un poliziotto, anche con un martello. La violenza danneggia le ragioni della manifestazione: per il 19% degli intervistati i gruppi violenti spingono a prendere le distanze dalle proteste. Per il 24% invece le istanze non erano condivisibili, ma sarebbero state quantomeno rispettabili senza violenze. Il 20% degli intervistati la manifestazione non avrebbe dovuto essere nemmeno autorizzata mentre per il 16% la presenza di gruppi violenti non spinge a cambiare posizione con le istanze della protesta.
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Quello che è certo è che quelle immagini hanno portato a un’ulteriore stretta da parte del governo Meloni che intanto incassa un giudizio positivo da appena il 32% degli intervistati, contro il 59% che esprime un giudizio negativo. Sul tema sicurezza, il 48% degli italiani giudica poco o per nulla efficace l’approccio del governo Meloni – “basato sull’introduzione di nuovi reati, sull’aumento delle pene per i reati esistenti e sulle misure restrittive all’immigrazione” – contro il 34% che lo giudica molto o abbastanza efficace.
Per l’87% degli intervistati, la misura più convincente del Decreto Sicurezza è il divieto di vendita di coltelli ai minori, mentre la riduzione della possibilità di ricongiungimenti per parenti di stranieri residenti è la più divisiva (42% favorevoli, 40% contrari). Nel mezzo: divieto di partecipazione a manifestazioni per persone già condannate per lesioni ad agenti di polizia al 78%, fermo preventivo di 12 ore per manifestanti sospettati di porre rischi alla sicurezza delle manifestazioni al 63%, eliminazione dell’iscrizione automatica nel registro degli indagati in caso di violenza o uso di armi in servizio, ad esempio per le forze dell’ordine al 46%.
Per quanto riguarda gli orientamenti di voto, il portatore di caos è il generale Roberto Vannacci, che tuttavia incassa poca o nessuna fiducia dal 58% degli intervistati mentre il 38% pensa che il suo partito dovrebbe collocarsi dentro la maggioranza che sostiene il governo Meloni. Futuro Nazionale intanto si piazza al 3,9% sottraendo consensi alla Lega (6,2%) che dal derby intestino alla maggioranza con Forza Italia passa a un clamoroso sorpasso subito da Alleanza Verdi e Sinistra al 7%. Fratelli d’Italia resta al vertice al 28,9%. Partito Democratico al 21,2%, Movimento 5 Stelle all’11,8%, Forza Italia al 9,5%.
Chiudono il listone Azione al 4%, Italia Viva al 2,2%, +Europa all’1,9%, Noi Moderati all’1%. Alla voce generica “un altro partito” va il 2,4%. Raccoglie un sostanzioso 35,3% la voce indecisi e astenuti, a conferma delle urne massicciamente disertate a ogni appuntamento elettorale. Per chiudere, anche il pronostico sul referendum sulla Giustizia del prossimo marzo: il Sì è in testa al 52,6% nello scenario con affluenza alta (58,5%, includendo chi voterebbe sicuramente o probabilmente) e il No è avanti al 51,1% in quello con affluenza bassa (46,5%, considerando solo chi voterebbe sicuramente).