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Ucraina, la “tregua” di Trump è già finita: raid russi sulle infrastrutture energetiche, Kiev nel gelo a -20° gradi

Ucraina, la “tregua” di Trump è già finita: raid russi sulle infrastrutture energetiche, Kiev nel gelo a -20° gradi

La fragilissima tregua annunciata da Donald Trump solo alcuni giorni fa per l’Ucraina, col presunto stop imposto alla Russia agli attacchi contro il sistema energetico del Paese, messo da mesi a dura prova dai bombardamenti del Cremlino mentre Kiev è sferzata dal freddo inverno siberiano, è già finita.

A denunciarlo è il ministro dello Sviluppo ucraino Oleksiy Kuleba. Mosca ha ripreso questa notte i suoi raid contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina lasciando senza riscaldamento oltre un migliaio di condomini nella capitale Kiev, dove le temperature sono vicine ai venti gradi sotto lo zero. “Il risultato di questi raid è che oltre 1.100 edifici residenziali sono rimasti senza riscaldamento”, ha affermato su X, accusando Mosca di prendere di mira “le abitazioni, il sistema di riscaldamento, le condizioni di vita basiche dei civili” in tutto il Paese.

Proseguono invece senza sosta i bombardamenti contro le città del Paese, dalla capitale Kiev agli altri importanti centri come Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro. L’agenzia di stampa Ukrinform ha dato notizia di diverse esplosioni nella capitale, mentre il capo dell’amministrazione militare, Tymur Tkachenko, ha parlato di attacchi con missili balistici. A Kharkiv, pesantemente bombardata dai russi, il bilancio provvisorio è di una donna morta e cinque feriti.

Durissimo l’attacco del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di fronte all’aggressione russa. “Per la Russia – scrive Zelensky sui social – approfittare dei giorni più freddi dell’inverno per terrorizzare la popolazione è più importante che ricorrere alla diplomazia. E questo dimostra chiaramente cosa è necessario ai nostri partner e cosa può essere d’aiuto. La consegna tempestiva di missili per i sistemi di difesa aerea e la protezione della vita quotidiana sono le nostre priorità. Senza pressioni sulla Russia, questa guerra non avrà fine. In questo momento, Mosca sta scegliendo il terrore e l’escalation, ed è per questo che è necessaria la massima pressione”.

L’attacco russo ha danneggiato parte del monumento alla Madre Patria a Kiev,  iconico memoriale dell’era sovietica dedicato alla Seconda guerra mondiale. Ad annunciarlo è stato il ministro della Cultura ucraino. “È un gesto simbolico e cinico: lo Stato aggressore colpisce un luogo che ricorda la lotta contro l’aggressione nel XX secolo, ripetendo i suoi crimini nel XXI secolo”, ha scritto il ministro della Cultura Tetyana Berezhna sui social.

Eppure per Donald Trump, artefice della tregua già saltata, la risoluzione del conflitto in Ucraina starebbe procedendo bene, con notizie positive in arrivo. “Penso che stiamo andando molto bene con Ucraina e Russia. Lo dico per la prima volta. Credo che forse avremo delle buone notizie”, ha spiegato il presidente Usa parlando coi giornalisti alla Casa Bianca.