X

Crans Montana, ‘no’ della procura al tentativo dei Moretti di oscurare il sito che raccoglie testimonianze sulla strage

The owners of the “Le Constellation” bar in Crans-Montana, where the deadly fire happened on New Year’s Day, Jacques und Jessica Moretti from France, center, arrive with their lawyers Patrick Michod, Yael Hayat and Nicola Meier, to be auditioned by the Valais public prosecutor’s office in Sion, Switzerland, Friday, January 9, 2026. (Jean-Christophe Bott/Keystone via AP)

The owners of the "Le Constellation" bar in Crans-Montana, where the deadly fire happened on New Year's Day, Jacques und Jessica Moretti from France, center, arrive with their lawyers Patrick Michod, Yael Hayat and Nicola Meier, to be auditioned by the Valais public prosecutor's office in Sion, Switzerland, Friday, January 9, 2026. (Jean-Christophe Bott/Keystone via AP)

Non va a segno il tentativo dei coniugi Jacques e Jessica Moretti di oscurare il sito che raccoglie le testimonianze sulla strage di Crans Montana. I proprietari di Le Constellation, il bar andato a fuoco la notte di Capodanno provocando la morte di 41 persone, in larga parte giovanissimi e anche minorenni, tra cui sei italiani, hanno visto respinta dalla procura vallese di Sion la richiesta di far oscurare il sito crans.merkt.ch, una piattaforma online creata dall’avvocato Romain Jordan, che rappresenta alcune delle vittime dell’incendio al locale.

Accedendo al portale era possibile, per testimoni o persone informate sui fatti, condividere con i legali delle vittime foto, video e documenti relativi alla strage di Capodanno. A chiedere di oscurare il sito era stato lo scorso 14 gennaio Patrick Michod, avvocato di Jacques Moretti: secondo il legale dell’imprenditore corso solo le autorità penali, e non gli avvocati delle parti, sarebbero titolate ad amministrare le prove. Inoltre la possibilità di inviare materiale in forma anonima aumenterebbe il rischio che immagini o video possano essere stati generati o manipolati tramite strumenti di intelligenza artificiale, introducendo prove false in sede di processo.

Ma per la procura vallese, citata dalla televisione svizzera Leman Bleu, la legge elvetica non impedisce alle parti di raccogliere mezzi di prova da sottoporre alla valutazione del pubblico ministero. I magistrati che indagano sulla strage ritengono inoltre che non vi sia il rischio di condizionamento di potenziali testimoni in quanto l’avvocato Jordan metterebbe a loro disposizione semplicemente una piattaforma per la trasmissione dei documenti, senza attivare nessuna interazione.

Non a caso l’homepage del sito riporta questo messaggio: “Se sei stato testimone della tragedia a Crans-Montana e/o possiedi foto, video, rivelazioni o informazioni, puoi condividerle qui in modo anonimo. Ti invitiamo a conservare i tuoi dati originali e ti incoraggiamo a rivolgerti anche alla polizia o al Ministero pubblico”.

Di fatto il ricorso presentato dall’avvocato di Jacques Moretti rientra nella strategia difensiva portata avanti dalla coppia, indagati per omicidio e lesioni colpose: da settimane i due stanno scaricando le responsabilità del rogo sullo staff del locale e sul Comune di Crans Montana.