Una grande manifestazione pacifica, sporcata da alcune centinaia di agitatori “professionisti” giunti anche da altri Paesi europei.
Così si può riassumere la giornata di sabato a Torino, dove migliaia di persone sono scese in piazza per la manifestazione a sostegno di Askatasuna, lo storico centro sociale cittadino sgomberato a metà dicembre a seguito di perquisizioni legate in parte anche all’assalto alla redazione del quotidiano La Stampa di fine novembre.
Dopo il blitz il sindaco di Torino, il Dem Stefano Lo Russo, aveva deciso di far decade il patto di collaborazione avviato nel 2024 per rendere l’edificio che ospita Askatasuna un “bene comune” perché, durante le perquisizioni, erano state trovate sei persone che ci dormivano, in violazione degli accordi.
Quando erano le 18 un gruppo di manifestanti a volto coperto, tra i 150 e i 200, si è staccato dall’imponente corteo composto da circa 20mila persone diretto verso la sede di Askatasuna in corso Regina Margherita ed ha iniziato a lanciare petardi, bombe carta e fumogeni contro le forze di polizia che stavano scortando il corteo.
Da lì sono iniziati violenti scontri: la polizia ha risposto con idranti, lacrimogeni e cariche, i manifestanti incappucciati hanno dato fuoco ad alcuni cassonetti dell’immondizia e a un mezzo blindato della polizia, lanciando sedie e tavoli di bar e ristoranti chiusi contro le forze dell’ordine.
Nel corso degli scontri sono stati minacciati e costretti ad allontanarsi la giornalista Bianca Leonardi e un operatore della troupe del programma Rai “Far West”.
L’episodio di violenza più grave riguarda un agente di polizia, il 29enne Alessandro Calista: un video mostra una decina di manifestanti aggredirlo mentre è a terra senza casco, uno di essi ha in mano un martello con cui lo colpisce ripetutamente. Calista, in servizio al reparto mobile di Padova, è stato ricoverato in codice azzurro all’ospedale Molinette: ha riportato contusioni multiple, ma le sue condizioni non sono gravi.
Calista ha ricevuto la visita in ospedale della premier Giorgia Meloni, che sui social aveva condiviso proprio il video dell’aggressione all’agente. “Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni”, era stato il commento a caldo della premier.
Dal fronte delle opposizioni è arrivata la condanna del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e della segretaria del Pd Elly Schlein. “Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili – dice l’ex premier – Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell’ordine e della troupe Rai. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità. Agli agenti feriti e a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà”. Gli fa eco anche la nota di Schlein: “Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto”.
A seguito degli scontri il bilancio è di almeno due persone arrestate e portate in carcere. Sono invece 29 gli appartenenti alle forze dell’ordine che ieri sono stati portati in diversi ospedali torinesi e rimasti feriti negli scontri.