Il poliziotto indagato per omicidio volontario per aver ucciso lo spacciatore Aderrahim Mansouri nel bosco di Rogoredo a Milano aveva detto il falso in un processo per detenzione di cocaina accusando nel verbale di arresto ingiustamente un imputato poi assolto su richiesta conforme del pm. Il Tribunale trasmetteva gli atti alla procura affinché si procedesse a carico del poliziotto. Finora non è accaduto nulla di simile. L’imputato poi assolto era il tunisino Adem Ramhdani. I fatti risalgono al 7 maggio del 2024. La sentenza è stata depositata lo scorso 27 gennaio.
“Manca la prova che l’imputato abbia commesso il fatto – scrive il giudice – l’attribuibilita all’imputato della sostanza stupefacente non è certa e mancano indizi univoci e concordanti. Nel verbale di arresto sono contenute numerose affermazioni che non coincidono con quanto si può invece vedere dalle immagini delle telecamere di sorveglianza a posizionate in zona. Non corrisponde al vero nemmeno che gli operanti sarebbero scesi immediatamente dalla vettura per inseguire due soggetti sospettati. Gli agenti scendevano dal veicolo solo successivamente”. Nella sentenza si parla anche di una ulteriore difformità contenuta nella relazione di Polizia giudiziaria sottoscritta dall’agente poi protagonista del caso di Rogoredo.
Nel verbale si legge che Ramhdani aveva una banconota da venti euro nella tasca della giacca ma dalla visione dei filmati delle telecamere si nota chiaramente che non emerge alcunché dalla perquisizione sulla persona poiché il denaro rinvenuto era occultato all’interno della cover del telefono. L’azione compiuta dall’imputato di lanciare per disfarsene l’involucro contenente la cocaina all’interno del market sarebbe stata notata dall’ operante dall’esterno dell’attivita ma tale diretta percezione risulta impossibile secondo il Tribunale poiché le vetrine del locale sono oscurate dalla presenza di scaffali pieni di prodotti destinati alla vendita.
Il giudice aveva disposto di trasmettere gli atti alla procura al fine di individuare eventuali condotte penalmente rilevanti del poliziotto che aveva redatto la relazione. Al momento non c’è stato un seguito. Martedì prossimo intanto sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Mansouri. Gli avvocati che rappresentano il fratello della vittima hanno nominato sia il perito medico sia quello balistico. Indagine complicata. In procura spiegano che sul fatto di Rogoredo “ci sarà da indagare giorno e notte”.