Saltata la conferenza dei neofascisti pro-remigrazione alla Camera, resta la rogna Vannacci alla Lega di Salvini. Alle prese con le accuse di sudditanza nei confronti degli Stati Uniti di Donald Trump la premier Meloni, che pure ha visitato Niscemi letteralmente sull’orlo dello strapiombo che il fronte della frana ha aperto presso il Centro Storico. E la catastrofe in Sicilia riapre intanto il dibattito sui miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto che la segretaria dem Schlein ha proposto di dirottare sul disastro idrogeologico. Sullo sfondo il dibattito quotidiano sulla riforma della Giustizia.
È un panorama piuttosto stabile e senza grandi scossoni quello delineato dalla SuperMedia calcolata dall’ultima indagine YouTrend, gli orientamenti di voto sono stati calcolati rispetto allo scorso 15 gennaio 2026. A richiamare maggiormente l’attenzione sono soprattutto le performance del Movimento 5 Stelle, il partito dell’ex premier e “avvocato del popolo” Giuseppe Conte, peraltro in positivo considerato uno 0,4% in più che fa salire il partito al 12,4%, e di +Europa che con la stessa variazione sale fino all’1,9%.
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Scivolano sia Fratelli d’Italia che Partito Democratico intanto: il partito della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni perde lo 0,3% e scende al 29,9% mentre quello guidato dalla segretaria Elly Schlein perde lo 0,2% e scivola al 22,2%. Stessa variazione, in perdita dello 0,3%, sia Forza che Lega. Gli Azzurri continuano a precedere il Carroccio, 8,6% a fronte di un 8,1%, con il segretario di quest’ultimo Matteo Salvini alle prese con la scissione minacciata dall’eurodeputato e vice segretario Roberto Vannacci e con l’organizzazione di conferenze sulla Remigrazione con CasaPound e Skinhead alla Camera.
Segue Alleanza Verdi Sinistra, in crescita dello 0,2% fino al 6,5%. Nessuna sostanziale variazione nell’ex Terzo Polo imploso: Azione di Carlo Calenda scivola dello 0,3% fino al 2,9% mentre Italia Viva di Matteo Renzi perde lo 0,2% fino al 2,3%. Chiude il listone Noi Moderati di Maurizio Lupi, in crescita appena dello 0,1% e dunque stabile all’1,2%. Politicizzato e politico il voto al referendum sulla riforma della magistratura che il Tar ha confermato i prossimi domenica 22 e lunedì 23 marzo.