Un suicidio simulato per coprire e nascondere le tracce di un delitto. Sembra una spy story ma è l’ipotesi investigativa su cui sta lavorando la polizia, coordinata dal pm della Procura di Milano Rosario Ferracane, in merito alla morte avvenuta venerdì 23 gennaio di Alexander Adarich, banchiere dalla doppia nazionalità ucraina e romena, precipitato dopo un volo di 15 metri da una camera di un B&B di via Nerino a Milano.
L’uomo d’affari 54enne, nato a Pavlohrad, vicino a Dnipro, tra i top manager ucraini e già proprietario della Fidobank dal 2012 al 2020, una banca commerciale ucraina nata dall’acquisizione di Seb Bank, controllata di un gruppo svedese, sarebbe stato ucciso in quella camera.
- Uccisi a colpi di fucile, tre cacciatori morti nel bosco: il giallo sul ritrovamento nei Nebrodi
- Uccisa con una pistola sparachiodi: morta dopo quattro giorni di agonia Luciana Cat Bero, arrestato il figlio
- Stacca gli apparecchi che tengono la madre in vita, arrestato il figlio: “Mi rimetto alla volontà di Dio”
Ne sono convinti gli inquirenti, che stanno cercando a fatica di ricostruire i movimenti e gli incontri di Adarich nel capoluogo lombardo, dove il manager ucraino è arrivato la mattina della sua morte. L’appartamento, scrive l’edizione milanese del Corriere della Sera, risulta prenotato dal 22 al 24 gennaio ma non a nome delle vittima: il sospetto è che Adarich fosse a Milano per incontrare delle persone, forse per chiudere un affare.
E in effetti gli investigatori sono convinti che il 54enne ucraino abbia incontrato delle persone prima di morire, che qualcuno fosse con lui in quell’appartamento. Ci sarebbe in particolare un uomo misterioso che la portinaia del palazzo di via Nerino ha visto affacciarsi dopo la caduta dal balcone di Adarich, addirittura sceso in cortile per chiedere cosa fosse successo prima di svanire nel nulla. Anche altri uomini, a quanto ricostruito finora dagli investigatori, erano nell’appartamento fino a pochi minuti prima del volo di Adarich e quindi sarebbero coinvolti nell’omicidio. Un aiuto importante alle indagini potrebbe arrivare dagli esiti dell’autopsia già disposta dalla Procura, anche per capire se il manager ucraino fosse già morto al momento di precipitare per 15 metri.
Altro punto da chiarire è perché gli agenti della Squadra mobile abbiano trovato nella stanza tre diverse carte d’identità riconducibili alla vittima: stessa foto, ma nomi e nazionalità diverse.