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Guerra Corona-Signorini, tribunale accoglie il ricorso del presentatore tv: giudice blocca “Falsissimo”

Guerra Corona-Signorini, tribunale accoglie il ricorso del presentatore tv: giudice blocca “Falsissimo”

Fabrizio Corona deve fermarsi. Lo ha stabilito il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Milano Roberto Pertile, accogliendo il ricorso urgente presentato dai legali di Alfonso Signorini: l’ex “re dei paparazzi”, oggi tornato al centro della scena col suo format “Falsissimo”, dovrà consegnare tutto il materiale che riguarda il giornalista e conduttore televisivo e non potrà più pubblicare in rete le informazioni inerenti allo stesso Signorini, obbligandolo anche a rimuovere i contenuti delle due precedenti puntate sul giornalista.

Si tratta dell’ultima puntata dello scontro a distanza tra Signori e Corona, con quest’ultimo che tramite “Falsissimo” da settimane ha messo in campo una campagna contro il potente conduttore tv e giornalista, per quest’ultimo “diffamatoria”, in cui in sostanza lo accusa di essere a capo di un “sistema” fatto di sesso in cambio di partecipazioni alla trasmissione “Grande Fratello”.

Signorini è attualmente indagato a Milano per violenza sessuale dopo la denuncia del modello ed ex concorrente del GF Antonio Medugno, mentre Corona è indagato per revenge porn per le pubblicazioni sessualmente esplicite su Signorini senza il suo consenso. Guerra in cui si è inserita anche Mediaset: l’azienda di Cologno Monzese ha depositato una denuncia per diffamazione e minacce nei confronti dei vertici dell’azienda e di conduttori, tra cui Alfonso Signorini, chiedendo alla Direzione Distrettuale Antimafia una misura di prevenzione nei confronti di Corona, ovvero vietargli l’uso dei social e di altre piattaforme per pubblicare contenuti come quelli delle ultime settimane.

Proprio oggi, lunedì 26 gennaio, sarebbe dovuta andare in dona l’ultima puntata di “Falsissimo”, a questo punto bloccata dal Tribunale di Milano. Corona da parte sua ha già annunciato che ricorrerà, con i suoi legali, contro la decisione del Tribunale: “In Italia c’è la libertà di pensiero e di parola, in qualunque modo venga manifestata. La censura non c’è più in Italia dal 1946 – aveva già spiegato il suo avvocato Ivano Chiesa -. Non esiste in Italia la possibilità di inibire a nessuno la possibilità di dire quello che vuole. Tu puoi intervenire dopo: se ti ho offeso mi quereli, ma non è che se pensi che domani ti offenderò ancora, allora mi impedisci di parlare, perché non siamo in Russia”.

Lo scontro in atto rischia di costare caro a Corona. Il giudice Pertile ha infatti deciso che Corona dovrà pagare 2mila euro al giorno a Signorini per ogni violazione delle disposizioni dell’ordinanza.

Corona che dovrà mettere mano al portafogli anche per una seconda questione. La Consob, l’autorità di vigilanza del mercato finanziario, ha disposto una sanzione nei suoi confronti da 200mila euro. L’ex agente fotografico sarebbe responsabile di una “violazione del regolamento Ue sulle cripto-attività in relazione all’offerta al pubblico di “memecoin $Corona””.