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Sondaggi politici elettorali: come finirà il referendum sulla Giustizia, SÌ e No tra riforma e partiti

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Camera dei deputati durante le comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo del 20 e 21 marzo, Roma, Mercoledì, 19 Marzo 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Prime minister Giorgia Meloni and the Justice minister Carlo Noedio during the address at the Chamber of deputies ahead of European Council meeting on 20-21 march, Rome, Wednesday, March 19, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Camera dei deputati durante le comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo del 20 e 21 marzo, Roma, Mercoledì, 19 Marzo 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Prime minister Giorgia Meloni and the Justice minister Carlo Noedio during the address at the Chamber of deputies ahead of European Council meeting on 20-21 march, Rome, Wednesday, March 19, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Entra nel vivo la campagna elettorale sul referendum sulla Giustizia. SÌ o NO alla separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e requirenti, SÌ o NO a un nuovo e doppio Consiglio Superiore della Magistratura, SÌ o NO a un nuovo sistema di sorteggio per i componenti dei due Csm. A misurare e pronosticare possibili umore e pareri degli italiani un sondaggio Youtrend per SkyTg24.

Si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo – sempre che la discussione sul ricorso non intervenga sulle date. Al momento, secondo l’indagine, il alla riforma si conferma in vantaggio rispetto al NO: 55% contro 45%. L’affluenza è stimata al 62%: trattandosi tuttavia di un referendum confermativo – i quesiti potranno modificare alcuni articoli della Costituzione – in questo caso non è contemplata la condizione del raggiungimento del quorum.

Nessuna sorpresa negli approfondimenti per elettorale: secondo la stessa indagine il SÌ è al 96% tra gli elettori di centrodestra mentre il NO è all’88% tra gli elettori dei partiti all’opposizione. Solo il 27% del campione sostiene che nella scelta incidono di più motivazioni politiche, relative al giudizio sul Governo, mentre il 59% parla di motivazione tecniche, che entrano più nel merito della riforma della Giustizia.

 

Per quanto riguarda gli orientamenti di voto, calcolati rispetto al 29 dicembre 2025, l’ultima Supermedia Youtrend per Agi vede sempre Fratelli d’Italia saldissimo al vertice, il partito della premier Giorgia Meloni guadagna lo 0,4% e sale fino al 30%. È la stessa percentuale che contemporaneamente avrebbe perso il Movimento 5 Stelle dell’ex premier Giuseppe Conte: al 12,3%. Resta sempre in vantaggio di una decina di punti il Partito Democratico della segretaria Elly Schlein, in crescita dello 0,3%, sale al 22,2%.

Ancora in vantaggio Forza Italia, che precede la Lega nel derby intestino al centrodestra lungo quanto la stessa legislatura. Gli Azzurri del vice premier Antonio Tajani sono all’8,6%, il Carroccio del vice premier Matteo Salvini – alle prese con la rottura interna con il generale Roberto Vannacci – è all’8,2%. Stabile l’Alleanza Verdi Sinistra, galleggia l’ex terzo imploso: Azione di Carlo Calenda al 3,2%, Italia Viva di Matteo Renzi al 2,3%, chiudono il listone +Europa all’1,7% e Noi Moderati all’1,1%.