Dal palco del Forum di Davos arriva in sole 24 ore un pazzesco uno-due pugilistico nei confronti dell’Europa. Ma se quello rifilato mercoledì da Donald Trump agli (ex?) alleati era scontato, molto meno era il pugno durissimo sferrato oggi da Volodymyr Zelensky.
È infatti l’Europa il principale obiettivo delle critiche del presidente ucraino, volato oggi al World Economic Forum in Svizzera per discutere con Trump dei possibili progressi per un piano di pace in Ucraina, prossima ai quattro anni di conflitto con la Russia dopo l’invasione delle truppe fedeli a Vladimir Putin nel febbraio del 2022.
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Le critiche di Zelensky all’Europa
Zelensky apre il suo discorso paragonando la situazione in Ucraina al film “Il giorno della Marmotta“. Il leader ucraino e la sua popolazione da quattro anni è alle prese con giorni che si ripetono nell’affrontare le sfide che gli pone di fronte l’invasione russa. Zelensky ricorda quindi che lo scorso anno a Davos concluse il suo discorso con queste parole, “l’Europa deve sapere come difendersi”, ma “è passato un anno e nulla è cambiato, siamo ancora in una situazione in cui devo dire le stesse parole“.
È l’inizio di un discorso in cui l’obiettivo delle sue critiche sono i partner europei. Una Europa che “imparare a difendere se stessa”, esortandola a formare una difesa unica e sottolineando che spendere il 5% del Pil nella difesa come chiesto della Nato è “il minimo per difendersi”.
Ma il tema che più scotta è quello del mancato accordo tra i leader Ue sul congelamento dei beni russi per finanziare l’Ucraina, per Zelensky così si è “concessa una vittoria a Putin” perché a Bruxelles “mancano il tempo e la volontà politica”. Il presidente ucraino quindi punta ancora il dito contro i suoi colleghi europei, accusati di essere “divisi” e “persi di fronte a Trump”. “L’Europa sembra persa nel tentativo di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare. Ma lui non cambierà”, le parole di Zelensky.
Il presidente ucraino anche un paragone tra il leader russo Putin e l’ex presidente del Venezuela Nicolas Maduro: “Trump ha condotto un’operazione in Venezuela e Maduro è stato arrestato. Ci sono state opinioni diverse al riguardo. Ma il fatto rimane: Maduro è in tribunale a New York, mi dispiace, ma Putin no. E questo è il quarto anno della più grande guerra in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale”, ha detto Zelensky nel suo sferzante intervento verso l’Europa.
Il vertice con Trump
E a proposito dell’incontro con Trump, che il presidente Usa ha definito “buono” e aggiungendo poi che “la guerra deve finire”, prima di partire verso Zurigo dove ad attenderlo c’era l’Air Force One che lo riporterà negli Stati Uniti, anche per il leader ucraino il faccia a faccia di Davos è stato “positivo, produttivo e sostanziale”.
“Abbiamo discusso del lavoro dei nostri team e praticamente ogni giorno ci sono riunioni o comunicazioni. I documenti ora sono preparati ancora meglio”, ha scritto Zelensky in un post su X, precisando che “oggi abbiamo anche parlato della difesa aerea dell’Ucraina. Il nostro precedente incontro con il presidente Trump ha contribuito a rafforzare la protezione dei nostri cieli e spero che anche questa volta riusciremo a rafforzarla ulteriormente”. Zelensky ha quindi precisato di aver ringraziato Trump per “il precedente pacchetto di missili di difesa aerea e ne ho chiesto uno aggiuntivo”.
Ma soprattutto Zelensky ha annunciato, rispondendo ad una domanda a Davos, che venerdì e sabato si terrà negli Emirati Arabi uniti il primo incontro trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina.
“I documenti volti a porre fine a questa guerra sono quasi pronti, e questo è davvero importante. L’Ucraina sta lavorando con assoluta onestà”, ha detto Zelensky aggiungendo che “la Russia deve essere pronta a porre fine a questa guerra“.