Dopo aver reclamato ancora una volta le necessità di ottenere il controllo dell’isola, pur avendo escluso l’uso della forza, Donald Trump avrebbe raggiunto una intesa sulla Groenlandia, l’enorme territorio semi-autonomo che fa parte del Regno di Danimarca e che la Casa Bianca da mesi vuole per sé per presunte “ragioni di sicurezza nazionale” di fronte ad una minaccia russa e cinese.
L’accordo non è stato raggiunto col governo di Copenaghen ma con la Nato. Lo ha annunciato lo stesso Trump sul social Truth, sottolineando di aver discusso nella serata di mercoledì a Davos, dove è in corso il World Economic Forum, col segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte.
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“Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo, è un intesa che durerà per sempre”, ha postato dopo “un incontro molto proficuo con il segretario generale della Nato, Mark Rutte: abbiamo definito la cornice” che riguarda di fatto “l’intera regione artica. Questa soluzione, se finalizzata, sarà estremamente vantaggiosa per gli Usa e per tutte le nazioni Nato. Sulla base di questa intesa, non imporrò i dazi doganali che sarebbero dovuti entrare in vigore il primo febbraio”.
Niente uso della forza, né soprattutto i dazi che aveva annunciato nei giorni scorsi nei confronti di alcuni Paesi europei che avevano “osato” inviare sull’isola alcune decine di militari.
Trump ha inoltre riferito che “sono in corso ulteriori discussioni relative al progetto ‘Golden Dome‘”, lo scudo missilistico sul modello israeliano che dovrebbe proteggere il Nord America, e che “il vicepresidente JD Vance, il segretario di stato Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff e altri, se necessario, saranno responsabili dei negoziati”, riferendo “direttamente” a lui.
Secondo indiscrezioni legate a fonti diplomatiche europee a conoscenza del dossier, l’elemento principale dell’intesa riguarda la concessione agli Stati Uniti della sovranità di alcune basi militari in Groenlandia, sul modello di Cipro. Sull’isola al centro del Mediterraneo la Gran Bretagna, dopo aver concesso all’ex colonia l’indipendenza nel 1960, ha mantenuto due basi militari su cui detiene la sovranità, Akrotiri e Dhekelia, utilizzabili però solo per scopi militari. Non è chiaro, in base alla bozza di intesa tra Trump e Rutte, quante e quali basi potrebbero diventare territorio statunitense in Groenlandia: attualmente gli Stati Uniti hanno una sola base militare in Groenlandia, la Pituffik Space.
Stando ad altre indiscrezioni, l’accordo potrebbe prevedere anche alcuni privilegi agli Stati Uniti legati ad esempio al diritto di veto sugli investimenti nelle risorse minerarie dell’isola, per evitare che paesi concorrenti, come la Russia e la Cina, possano trarne vantaggio.
Agli annunci di Trump è arrivato a stretto giro la risposta danese. Da Copenaghen la prima ministra danese Mette Frederiksen ha sottolineato che il suo Paese desidera perseguire “un dialogo costruttivo con i suoi alleati” sulla sicurezza della Groenlandia e dell’Artico, ma nel rispetto della sua “integrità territoriale“.
“Possiamo negoziare tutti gli aspetti politici: sicurezza, investimenti, economia. Ma non possiamo negoziare la nostra sovranità. Sono stata informata che non è stato così”, ha dichiarato la premier in una dichiarazione che segue l’annuncio di Trump sulla bozza d’accordo col segretario generale della Nato Rutte.
Quest’ultimo, dopo le parole sui social del leader Usa, aveva chiarito che la questione della sovranità della Groenlandia non è stata sollevata durante il suo faccia a faccia con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Alla domanda di Fox News se la Groenlandia rimarrà sotto la sovranità danese in base al futuro accordo, Rutte ave risposto che l’argomento “non è stato discusso con il presidente”. “È concentrato – ha aggiunto Rutte – su ciò che dobbiamo fare per proteggere questa vasta regione artica, dove sono in atto cambiamenti e dove cinesi e russi stanno diventando sempre più attivi”.
A Rutte inoltre il ministero della Difesa danese ha ricordato i limiti del suo mandato da segretario generale della Nato, ovvero che non ha l’autorità di negoziare per conto della Danimarca sulla Groenlandia, pur sottolineando che l’ex primo ministro olandese “sta lavorando lealmente per l’unità della Nato”. “Abbiamo una linea rossa chiara. Non cederemo la sovranità su parti del regno”, ha dichiarato Troels Lund Poulsen in un commento pubblicato su X, confermando la linea della sua premier Frederiksen.