Si è tenuta ieri a Palazzo Chigi la riunione sulla sicurezza annunciata da Giorgia Meloni nel corso del suo viaggio in Asia. Al tavolo, oltre alla presidente del Consiglio, erano presenti, tra gli altri, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il guardasigilli Carlo Nordio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Sulle misure, è stato riferito, ci sono già stati dei contatti con gli uffici legislativi del Quirinale, che avrebbero mosso dei rilievi, facendo sapere che ci sono da mettere a punto alcune questioni. Il confronto è in corso e verrà definito in tempi brevi, perché come ha detto ieri il leader del Carroccio dovrebbe essere all’odg “penso la settimana prossima”. E sulle ipotetiche perplessità del Capo dello Stato, lo stesso Salvini ha replicato ai cronisti: “Non c’è ancora un decreto, quindi non capisco come si possa storcere il naso su qualcosa che non si conosce”. “Su cosa ci sarebbero perplessità? Sui migranti noi parliamo di illegalità: non penso che nessuno storca il naso se prendiamo provvedimenti nei confronti di chi non rispetta la legge”, ha aggiunto. Il ministro ha poi negato che in Italia serva una forza di polizia simile all’Ice americana. “Abbiamo le forze dell’ordine migliori d’Europa, quindi mettiamole in condizioni di lavorare. Nel decreto sicurezza c’è, ad esempio, la non iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti che, in servizio, si difendono e sparano”. Va ricordato però che nello stesso decreto legge è previsto di togliere il patrocinio a spese dello Stato per gli stranieri nei procedimenti di espulsione.
Nel pomeriggio intanto fonti Lega hanno confermato “l’urgenza di approvare un pacchetto sicurezza che preveda, tra le altre cose, la possibilità di istituire zone rosse a vigilanza rafforzata in modo più rapido. È una soluzione per intervenire nei luoghi di degrado e spaccio con segnalazione di criminalità predatoria e può favorire l’allontanamento di soggetti molesti, aggressivi e con precedenti. L’allontanamento può avvenire in due modi: con ordine di allontanamento o di divieto di stazionamento. Oggi il 75% delle misure sono state applicate a stranieri”. Nel frattempo il Viminale ha inviato ai prefetti e ai questori una circolare che chiede di favorire “con la massima determinazione” le espulsioni per i migranti violenti che minacciano “la sicurezza pubblica”. A riportare in anteprima la notizia è stato il quotidiano il Messaggero. L’allarme deriverebbe dalla lettura dei giornali. Inoltre gli irregolari in attesa di tornare nei Paesi di origine devono restare dentro ai Centri di permanenza e rimpatrio (Cpr), “escludendosi la possibilità di dimissioni dalla struttura con ordine di allontanamento del questore onde evitare che tale prospettiva possa incentivare comportamenti violenti”. Questo perché molto spesso gli ordini di espulsione non vengono eseguiti non per opposizione dei giudici ma per delle evidenti falle nel sistema dei rimpatri. Insomma la Lega in primis è intenzionata a premere l’acceleratore sulla sicurezza.
Anche se poi, paradossalmente, è lo stesso Viminale ad ammettere che nel corso del 2025 gli omicidi sono calati complessivamente del 15%, passando dai 335 del 2024 ai 286 dell’anno appena concluso, il numero più basso dell’ultimo decennio. E che la flessione riguarda in particolare la fattispecie specifica dei femminicidi, diminuiti del 18% nel 2025 rispetto al 2024. Ma si sa che da sempre sulla sicurezza si legifera non in base ai dati ma in base alla falsa propaganda. E nel mirino ci sono sempre di più gli stranieri. E questo per diversi motivi. Primo: il tema è da sempre un cavallo di battaglia di Salvini, quello che maggiormente potrà rivendicare nella campagna elettorale del 2027, soprattutto se vuole tornare al Viminale. Secondo: Meloni durante la conferenza stampa aveva strigliato indirettamente il ministro Piantedosi sostenendo che quanto fatto fino ad ora è insufficiente. Terzo: certamente non vogliono farsi sottrarre la questione dalla premier che proprio in conferenza stampa da Seoul ha dichiarato che “la sicurezza sarebbe stato uno dei miei focus di questo anno”. Quarto: perché attaccare l’immigrato serve indirettamente a colpire la magistratura in questo periodo di campagna referendaria per la separazione delle carriere. Ricordiamo che sempre la premier incontrando i giornalisti il 9 gennaio aveva dichiarato: “Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno” partendo dalla premessa che a suo dire non è possibile che la polizia arresta, il Viminale vuole espellere e la magistratura libera. Dunque prevedere forme di contrasto all’immigrazione significa contemporaneamente svilire il lavoro della magistratura che, a partire dal caso Albania, ha semplicemente applicato il diritto sovranazionale.