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Mercosur, il Parlamento europeo stoppa l’accordo: congelata la ratifica del trattato, deciderà la Corte Ue

Mercosur, il Parlamento europeo stoppa l’accordo: congelata la ratifica del trattato, deciderà la Corte Ue

Sul Mercosur l’Europa prende tempo. L’accordo di libero cambio tra Unione Europea e l’organizzazione di Paesi sudamericani (nel gruppo ci sono Argentina, Brasile, Bolivia, Paraguay e Uruguay) resta infatti in sospeso: nella seduta tenuta oggi all’Eurocamera, i parlamentari europei hanno deciso con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astenuti, di approvare una risoluzione con la quale concorda di chiedere un parere alla Corte di giustizia dell’Ue del Lussemburgo sull’accordo.

Un voto accolto con soddisfazione da agricoltori, che in più occasioni hanno dato luogo a grosse proteste a Bruxelles, e a quei Paesi membri dell’Ue che da sempre sono contrati all’accordo, in testa la Francia di Emmanuel Macron. Il governo Meloni invece, dopo aver tergiversato nell’ultimo Consiglio europeo, ha infine dato il suo via libera.

La risoluzione calendarizzata dal gruppo The Left (in cui siedono anche gli eletti del Movimento 5 Stelle), ha ottenuto il sostegno di 145 eurodeputati di cinque diversi gruppi politici trasversali: al suo interno vi sono espresse una serie di preoccupazioni sull’intesa, frutto di una negoziazione lunga di fatto 20 anni, che apre la strada alla più grande area di libero mercato del pianeta con i suoi 700 milioni di consumatori.

In particolare l’accordo chiuso nel dicembre 2024 prevede che nell’arco di dieci anni il Mercosur liberalizzi il 90% delle importazioni di beni industriali europei e il 93% dei prodotti agricoli, abbattendo gli attuali dazi, che arrivano al 35 per cento sui ricambi auto. In cambio l’Unione Europea ridurrà progressivamente le proprie tariffe sui prodotti agricoli sudamericani, oggi attorno al 15%. Alle aziende europee l’accordo farebbe risparmiare 4 miliardi di euro l’anno in dazi, ma il rovescio della medaglia è sull’agricoltura, dove le associazioni di categoria protestano per un possibile rischio di smantellamento della Pac, la Politica agricola comune europea fondamentale per il sostentamento del settore.

L’effetto del voto odierno è dunque un rallentamento sull’intesa, almeno di diversi mesi, in attesa che la Corte del Lussemburgo si esprima sulla base giuridica dell’accordo di partenariato (Empa) e su quella dell’accordo commerciale provvisorio (Ita).

In realtà la Commissione Europea ha la possibilità di applicare l’accordo commerciale in via provvisoria, in attesa del parere della Corte, se il Consiglio e il Parlamento lo consentiranno, ma è probabile che l’esecutivo europeo non voglia arrivare allo strappo.