Neanche la storica “special relationship” tra Regno Unito e Stati Uniti evita una crisi diplomatica sull’asse Londra-Washington.
Dalla Casa Bianca infatti il mantra è quello di “non fare prigionieri”, anche di fronte a chi, come il premier britannico Keir Starmer, si mostra sempre particolarmente disponibile ad assecondare certi deliri di Donald Trump.
Così dopo i dazi del 10 per cento annunciati da Trump nei confronti delle merci britanniche spedite negli Stati Uniti come reazione all’invio da parte di Londra e altri sette Paesi di poche decine di soldati in Groenlandia, l’isola semi-autonoma che fa parte del Regno di Danimarca e che la Casa Bianca reclama per sé per questioni di “sicurezza nazionale”, Trump per ora si limita a violente accuse verbali nei confronti dello storico alleato per una seconda isola.
Al centro dei nuovi screzi c’è il futuro dell’arcipelogo della Chagos, che il governo britannico di Starmer restituirà alle Mauritius. Una intesa che coinvolge anche l’isola di Diego Garcia, sede di una base aerea di fondamentale importanza strategica gestita congiuntamente da Regno Unito e Stati Uniti.
Le isole Chagos, assieme ad altri piccoli arcipelaghi, formano dal 1965 il Territorio Britannico dell’Oceano Indiano, rivendicate da Mauritius come parte delle sue isole esterne.
È per questo che Trump, come al solito sul suo social Truth, si lascia andare a commenti al veleno contro la decisione britannica, definita “una grande stupidaggine”. “Incredibilmente, il nostro “brillante” alleato della Nato, il Regno Unito, sta pianificando di consegnare l’isola di Diego Garcia, sede di una base militare statunitense vitale, a Mauritius, e senza alcuna ragione” ha scritto il presidente statunitense.
Quindi nel suo messaggio Trump tira nuovamente in ballo Cina e Russia, le presunte minacce nell’Artico alla “sicurezza nazionale” statunitense e motivazione che spinge la Casa Bianca a volere il controllo della Groenlandia: per Trump Pechino e Mosca “potrebbero trarre vantaggio da questa presunta debolezza” perché si tratta di “potenze globali che rispettano solo la forza. Ed è per questo che gli Stati Uniti, sotto la mia guida, sono oggi rispettati come mai prima d’ora”. Quindi il riferimento diretto proprio alla Groenlandia: “Questo è solo l’ennesimo esempio – scrive Trump – di una lunga serie di ragioni legate alla sicurezza nazionale per cui la Groenlandia deve essere acquisita”.
Il governo inglese però con una risposta asciutta risponde alle critiche di Trump assicurando la sicurezza della base. In base ad un accordo negoziato con l’amministrazione Biden, è garantito “il mantenimento delle operazioni della base congiunta Usa-Uk per generazioni e che gli avversari restino fuori”, sottolinea il comunicato di Downing Street. L’intesa era stata approvata da tutti gli alleati del gruppo dei Five Eyes – Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti – e, secondo Londra, non mette a rischio il controllo statunitense sulla base.