Si innamorò del rosso a Barcellona. Era appena un ragazzo, ancora uno studente, e vide una donna con i capelli grigi e un abito rosso: quell’immagine gli parve restituire la perfetta rappresentazione di un’eroina. Quel colore divenne simbolo della maison di Valentino Garavani, morto ieri a 93 anni, diventato una sorta di archetipo nella storia della moda. L’invenzione di un mito. Prese quel nome lì, più che un simbolo una specie di lemma – rossovalentino – inscindibile dal suo creatore. Ha rappresentato la bellezza, l’eleganza, allo stesso tempo classico e sensuale.
Rosso Valentino si avvicina a una sfumatura di rosso carminio, si accosta anche al cadmio e al cardinale però. “Nessuno sa come riprodurlo, una formula precisa non esiste se non nel Dna della maison che l’ha creato. L’iconico colore Rosso Valentino è leggenda”, scrive Vogue Italia. Lui stesso raccontò a Vogue di essersi fissato con quel rosso quando andò all’opera a Barcellona e vide questa donna che sembrava unica, sola in quell’ambiente per come spiccava. Il rosso sarebbe diventato così l’emblema della casa di moda romana.
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L’hanno indossato tra le altre Jacqueline Kennedy, Moonica Vitti, Liz Taylor, Anne Hathaway, Julia Roberts, Sharon Stone, Claudia Schiffer e Naomi Campbell. Aprì il suo primo atelier in via Condotti nel 1959, almeno un abito rosso a ogni sua sfilata. Come si legge nel ricordo sul sito della Treccani: “È tra i marmorei fasti dell’Impero e la patinata frenesia della ‘Hollywood sul Tevere’ che, proprio a Roma, è divampato il mito del Rosso Valentino. Seguendo letteralmente un fil rouge quasi archetipico – che richiamava la veste della vittoria degli antichi romani – Valentino ha elevato la monocromia della passione a emblema del proprio impero, trasformandolo da semplice tonalità in una vera e propria firma”.
Il primo vestito in assoluto in rosso Valentino era in tulle, senza spalline e con delle rose sulla gonna che si allungava fino al ginocchio. Si chiamava “Fiesta”, era il 1959. Quando nel 2007 al museo dell’Ara Pacis venne organizzata una retrospettiva, la stanza principale venne dedicata agli abiti rossi. Nell’ultima sfilata disegnata interamente da Garavani fu chiusa da tanti abiti rossi, era il 2008. Il documentario di Matt Tyrnauer, Valentino: The Last Emperor, lo ha celebrato come l’impronta del suo creatore. Anche chi è succeduto a Garavani alla guida della maison ha adottato il rossovalentino nelle sue collezioni.
Quell’epifania catalana è immortalata e codificata nel Pantone 2035.