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Trump e la guerra dei dazi con l’Europa per la Groenlandia: Bruxelles prepara il “bazooka” contro la Casa Bianca

AP Photo/Evan Vucci

Associate Press/ LaPresse

AP Photo/Evan Vucci Associate Press/ LaPresse

Che questa volta Donald Trump abbia fatto il passo più lungo della gamba? Il clamoroso annuncio del presidente degli Stati Uniti, che sabato ha comunicato tramite il suo social Truth l’imposizione di nuovi dazi agli otto Paesi europei che nei giorni scorsi avevano mandato alcune decine di soldati in Groenlandia, l’isola semi-autonoma che fa parte del Regno di Danimarca e che la Casa Bianca reclama per sé per questioni di “sicurezza nazionale”, ha infatti spinto l’Europa a fare blocco compatto contro le minacce americane.

A Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, gli otto Paesi che nell’annuncio di Trump vedranno applicati dazi del 10 per cento su tutte le merci spedite negli Stati Uniti, percentuale che salirà al 25% a partire dal 1° giugno 2026, è arrivata la solidarietà degli altri Stati membri dell’Ue.

Anche l’Italia, che col governo Meloni è stata il Paese più cauto nel condannare le dichiarazioni aggressive di Trump nei confronti della Groenlandia per la smania della presidente del Consiglio nel presentarsi come sua fedele alleata, si è unita al coro di critiche. Meloni ha detto che la decisione di Trump di imporre i dazi è stata “un errore” e che non la condivide, sottolineando poi che l’esercitazione militare coordinata dalla Danimarca sull’isola a nord-est degli Usa doveva essere interpretata come un’intenzione di scoraggiare la possibile ingerenza di “altri attori” sulla Groenlandia, con riferimento a Cina e Russia: è la tesi di Trump, che sostiene come i due Paesi avrebbe mire sull’isola.

Sull’annuncio di Trump ci sono inoltre seri dubbi riguardanti la legittimità. In teoria infatti il presidente Usa non potrebbe possa applicare dazi a singoli paesi dell’Unione Europea a causa dell’unione doganale che lega gli Stati membri dell’Unione. C’è però un precedente: da ormai un anno la Casa Bianca applica un dazio sulle olive nere spagnole, ignorando le multe e i richiami dell’Organizzazione mondiale del commercio a tal riguardo.

Ma a Bruxelles, al di là del dibattito sulla legittimità delle scelte di Trump, si dibatte di altro. Su pressing del presidente francese Emmanuel Macron, di gran lungo il leader europeo più ostile a Trump e più deciso nella linea dello scontro con Washington, si torna a parlare dello “Strumento anti-coercizione”, l’arma più radicale a disposizione della Commissione Ue nelle contese commerciali e per questo soprannominato “bazooka” nelle istituzioni europee.

Se attivato, l’Anti-Coercion Instrument (Aci) è una procedura di emergenza che assegna alla Commissione europea il potere temporaneo di adottare misure estremamente dure contro un Paese che minaccia economicamente l’Unione. Misure che possono essere attivate solo in risposta ad azioni di “coercizione economica” da parte di Paesi terzi, ovvero se uno Stato estero impone misure commerciali contro l’Ue non per riequilibrare presunti squilibri nei flussi delle merci, ma per condizionarne le politiche.

In questo contesto, di per sé già teso, si aggiunge una rivelazione di Sky News a proposito di una lettera inviata da Donald Trump al primo ministro della Norvegia Jonas Gahr Støre dai contenuti a dir poco incredibili.

Nel documento, reso noto dall’emittente tv, Trump ribadisce l’intenzione degli Stati Uniti di assumere il controllo della Groenlandia, anche a costo di mettersi contro gli alleati europei: “La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un “diritto di proprietà”? Non ci sono documenti scritti”, l’ardita tesi del presidente Usa. Secondo Trump infatti “sappiamo solo che una barca è approdata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo barche che approdavano lì. Ho fatto per la Nato più di chiunque altro fin dalla sua fondazione, e ora la Nato faccia qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non sarà sicuro se non avremo il controllo totale e completo della Groenlandia. Grazie!”, le parole contenute nella lettera.

E nella missiva il tycoon conferma il rancore e risentimento per non aver ricevuto negli scorsi mesi l’ambito Premio Nobel per la Pace: “Considerando che il vostro Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre in più – scrive Trump – non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla Pace, anche se sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d’America”, le assurde parole di Trump al primo ministro norvegese.