Avrebbe voluto rimanerci nella storia anche per come, non solo per l’averla fatta. Brahim Diaz, dopo i venti minuti più assurdi nella storia recente del calcio mondiale, ha pensato: mò je faccio er cucchiajo. E invece: troppa hybris, pallone in mano a Edouard Mendy a partita ormai finita e tutto prolungato ai supplementari. Gol fantastico di Pape Gueye e Coppa d’Africa al Senegal. Cucchiaio che ha mortificato le prestazioni del calciatore del Real Madrid nato in Spagna di origini marocchine e ridicolizzato la sceneggiata dell’allenatore senegalese Pape Thiaw che aveva richiamato la squadra ad abbandonare il campo per quel rigore concesso all’ultimo minuto. Stranger Things in finale di Coppa d’Africa.
Brahim Diaz si è accomodato in un club speciale, memorabile non per meriti, con il famigerato ex Udinese Maicosuel per esempio. Avrebbe marcato il sesto gol nella competizione, è stato comunque premiato come il capocannoniere della Coppa d’Africa. Ricorderemo altro però. È un modo di calciarlo un rigore, il cucchiaio, detto anche Panenka. A volte pare tuttavia fuori luogo, poco professionale, un peccato di superbia. È anche da questi particolari che si giudica un giocatore. Ci metterà un po’ a togliersi dalla schiena questa scimmia nonostante si tratti comunque di un calciatore talentuoso, di 26 anni, nella rosa della squadra più titolata al mondo. E forse non ci riuscirà mai.
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Al momento non ci sono – non ci saranno probabilmente mai – prove che quel rigore sia stato calciato così per placare gli animi. Qualcuno lo ha pensato. Era stato generoso quel rigore, arbitro richiamato al Var: lo stesso Brahim un po’ maltrattato in area di rigore prima di essere anticipato da Diouff. Aveva tra l’altro protestato molto l’ex Milan. Appena qualche minuto prima un fallo simile, e dunque anche questo generoso, era stato fischiato nell’area di rigore del Marocco. Sul prosieguo dell’azione il Senegal aveva segnato. E quando era stato assegnato il rigore ai padroni di casa la panchina senegalese era esplosa.
Pape Thiaw avrà pure sollevato la coppa a fine gara, non sono escluse tuttavia durissime conseguenze per i Campioni. “Chiedo scusa al mondo del calcio”, ha detto a fine gara. Potrebbe essere troppo tardi. Secondo As la Federazione potrebbe andare incontro a una multa salatissima, squalifiche alle porte del Mondiale negli Stati Uniti, gare a porte chiuse in casa. “Scene deplorevoli” secondo il Presidente FIFA Gianni Infantino che intanto ieri premiava sorridente vincitori e vinti sul palco cerimoniale. “Ci congratuliamo con il Senegal, anche se l’immagine che abbiamo dato del calcio africano è deludente”, le parole dell’allenatore del Marocco Walid Regragui. Finale ingrato per una Coppa apprezzata a livello mondiale che era cominciata con le proteste di piazza per le spese monstre nelle infrastrutture, anche in vista dei Mondiali 2030.
A stagliarsi come un gigante nella notte di Rabat è stato Sadio Mané, ex Liverpool oggi a svernare in Arabia Saudita, non si è comunque dimenticato come si fa la differenza, come si gioca a pallone. Cos’è il pallone. In disaccordo con il suo allenatore, non ha lasciato il campo e ha richiamato i compagni rientrati negli spogliatoi, ha salvato il calcio oltre che una Nazionale. “Questo è solo calcio, penso che a volte l’arbitro possa commettere degli errori. La gente di tutto il mondo sta guardando. Potrebbe essere un rigore o meno, ma non è questa la cosa più importante. Ciò che conta è rispettare il gioco. Non è giusto interrompere una partita in questo modo”. Se questa forma di protesta venisse adottata in Serie A, in Italia non si giocherebbe mezza partita.
Sugli spalti intanto scontri e tensioni, tifosi che hanno cercato la rissa, altri che hanno tentato l’invasione di campo. La lotta del secondo portiere del Senegal Yehvann Diouf per difendere da calciatori e raccattapalle marocchini l’asciugamano che permetteva a Mendy di asciugarsi pallone e guantoni dalla pioggia implacabile. Spettacolo allucinante, mai visto, dai risvolti incredibili. Partita indimenticabile bagnata da una pioggia epica, allo stesso tempo condita da scene imbarazzanti. Il Marocco non vinceva la coppa dal 1976, avrebbe potuto tornare a farlo in casa a conferma di una generazione in crescita anche per gli Europei di seconda generazione che scelgono i Leoni dell’Atlante. Il Senegal aveva vinto nel 2021. La finale dello Stade Prince Moulay Abdallah ispirerà romanzi e film documentari, speciali e teorie complottiste. Cose strane sono successe in una finale incredibile.