È stato trovato davanti all’ospedale di Magenta, abbandonato lì da qualcuno con una profonda ferita d’arma da taglio al petto, ed è morto all’interno del nosocomio. Aveva 37 anni. Secondo le indagini l’uomo sarebbe stato ferito dopo essersi introdotto in un appartamento di Lonate Pozzolo con un complice, sorpresi dal padrone di casa, sarebbe stato ferito a coltellate. E anche il padrone di casa è stato ricoverato per le ferite. Le indagini sull’episodio, coordinate dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, sono condotte dal personale della Compagnia dei carabinieri di Busto Arsizio e del Nucleo investigativo di Varese.
La vittima viveva con la sua famiglia in un campo nomadi in provincia di Torino. Per gli inquirenti i due, intorno alle 11:00 di ieri mattina, avrebbero scassinato la porta e sarebbero entrati in una villa a Lonate Pozzolo, provincia di Varese, per rubare. Il proprietario era in casa, è scoppiata una colluttazione. Anche quest’ultimo è stato ferito, colpito a calci e pugni, è stato ricoverato. Ha 33 anni, vive con i genitori, stava dormendo dopo aver lavorato di notte: perciò non avrebbe risposto al citofono che aveva suonato con insistenza. Dopo aver sentito dei rumori sospetti, si sarebbe trovato i due uomini in cucina che lo hanno aggredito, avrebbe preso il coltello da un kit di sopravvivenza da trekking e ha colpito uno dei due al fianco.
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Ad avere la peggio è stato il 37enne, pregiudicato. La fuga con un’automobile, che sarebbe stata guidata da una terza persona che aspettava fuori. L’arrivo in ospedale. L’uomo lasciato lì davanti, dov’è stato soccorso dai sanitari e dov’è morto poco dopo a causa della ferita. Scene di tensione al nosocomio dove sono arrivati un centinaio di persone tra familiari e conoscenti della vittima. Per placare l’ambiente è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine con otto pattuglie dei carabinieri. Il proprietario di casa è stato trovato da forze dell’ordine e sanitari, seduto su una sedia in casa, ancora preoccupato che i rapinatori potessero tornare. È stato trasportato all’ospedale di Gallarate con il labbro tumefatto, segni di pugni al volto e un profondo taglio alla fronte.
“C’è un problema di sicurezza, non solo a Lonate. Servono più forze dell’ordine sul territorio”, ha dichiarato Elena Carraro, la sindaca di Lonate Pozzolo, all’ANSA. “Si è verificato a Sant’Antonino, la mia frazione, e la cosa mi rattrista ancora di più sembrerebbe legittima difesa […] La sicurezza è un tema nazionale, ma è un problema che esiste. La Lega, il mio partito, si sta battendo per avere più forze dell’ordine. Episodi del genere fanno percepire meno sicurezza, ma è un problema diffuso non solo a Lonate ma in tutta la Lombardia e in tutto il Paese”.
L’accaduto si è subito prestato a speculazioni politiche. “Solidarietà a chi è stato aggredito in casa sua e si è difeso”, ha scritto sui social il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini. Al momento l’unico fascicolo aperto riguarda l’ipotesi di tentata rapina, ad AdnKronos non risulta alcuna iscrizione per omicidio in quanto al momento il racconto del padrone di casa risulterebbe attendibile. Sul corpo della vittima sarà disposta l’autopsia. Al vaglio le telecamere di sorveglianza della scuola per ricostruire l’accaduto.