Annabella Martinelli è stata trovata senza vita. Il corpo della 22enne padovana, di cui si erano perse le tracce la sera dell’Epifania, è stata rinvenuta cadavere nel pomeriggio di giovedì, all’interno di un casolare. Sul posto sono presenti le forze dell’ordine e il pm di turno
La giovane studentessa universitaria è stata trovata morta impiccata, poco distante da dove era stata individuata la sua bicicletta qualche giorno fa in una strada di Teolo, ai piedi dei Colli Euganei.
Antonella Martinelli si era allontanata dalla casa in cui viveva con i genitori in zona Ospedali a Padova: le telecamere presenti a Villa di Teolo l’avevano ripresa l’ultima volta in sella alla sua bicicletta poco dopo le 23 del 6 gennaio. La giovane era uscita da casa intorno alle 20, con cellulare spento o irraggiungibile: la bicicletta viola era stata poi recuperata nei giorni successivi, mentre nella zona di Padova erano partite ricerche con l’ausilio di forze dell’ordine, vigili del fuoco, cani molecolari, elicotteri e volontari.
Alla madre aveva raccontato di voler trascorrere la serata da un’amica, invece aveva preso la bicicletta e si era addentrata sui Colli Euganei, percorrendo almeno venticinque chilometri. Nel tragitto ha incontrato Giulia, studentessa di 19 anni che sarebbe l’ultima testimone ad aver visto e avvicinato Annabella la sera del 6 febbraio.
“Le ho chiesto se avesse avuto bisogno di qualcosa, se la catena della bicicletta fosse caduta o avesse necessità di un passaggio. Io stavo salendo verso il centro di Teolo”, ha racconta la testimone secondo quanto rivela stamani Il Mattino di Padova. “C’era buio – prosegue il racconto – faceva freddo e c’era perfino un po’ di foschia, insomma la classica sera da lupi. Dopo il primo tornante, che permette la salita da Villa di Teolo e con il quale ti lasci alle spalle l’autovelox, stavo quasi per arrivare alla seconda serpentina quando all’improvviso sul ciglio della strada, nella stessa mia direzione di marcia, ho visto una sagoma che nell’immediato mi è sembrata quella di una figura femminile. Siccome andavo davvero piano, ho potuto osservare bene questa persona a piedi. Aveva uno zaino in spalla un po’ più piccolo di quelli che si usano a scuola ed era intenta a spingere, tenendola per il manubrio, una bici viola che tra l’altro mi è rimasta davvero impressa per il colore”. Giulia avrebbe chiesto se la giovane avesse bisogno di aiuto: “Era senza telefono – è il resoconto – non aveva nulla in mano, zero bibite o pizza, semplicemente era quasi ferma e per quello che posso dire io, mi è parsa tranquilla. Ho insistito almeno tre volte con la mia offerta di aiuto, ma poi dentro di me ho detto basta, perché non volevo risultare né molesta, né farle pensare che fossi una malintenzionata”.
Per agevolare le indagini a inizio settimana la procura di Padova aveva anche aperto un fascicolo per sequestro di persona. Già nelle fasi iniziali non si era escluso l’allontanamento volontario: Annabella, studentessa di Giurisprudenza a Bologna, si era lasciata da qualche mese dal fidanzato e per questo stava affrontando un momento di difficoltà. Il padre aveva riferito agli inquirenti di temere che potesse avere compiuto un gesto di autolesionismo
(articolo in aggiornamento)