Finisce anche la prigionia di Alberto Trentini: è stato liberato anche il cooperante veneto detenuto da oltre un anno, senza accuse formali, in Venezuela. Rilasciato insieme con l’imprenditore e immobiliarista torinese Mario Burlò, anche lui detenuto da oltre un anno. Liberazioni accolte con grande contentezza e proclami da parte di tutto l’arco parlamentare. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato, oltre di aver “parlato con loro”, che l’aereo con i due italiani liberati è già partito da Roma per riportare i due in Italia. La Farnesina, la settimana scorsa, contava 28 tra italiani e italo-venezuelani detenuti a Caracas.
Trentini e Burlò sono stati portati all’ambasciata italiana a Caracas, entrambi sono in buone condizioni secondo il ministero degli Esteri. “Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in queste ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”, ha scritto sui social Meloni.
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423 i giorni di detenzione di Trentini, cooperante di lunga esperienza, che era arrivato in Venezuela con l’ong internazionale Humanity & Inclusion. Era stato arrestato mentre si spostava da Caracas a Guasdualito. Durante la sua detenzione a El Rodeo I erano state frammentarie le notizie che lo riguardavano, soltanto tre volte ha potuto parlare con i genitori. Già la settimana scorsa erano stati liberati dei prigionieri stranieri, non soltanto italiani, segno di distensione da parte di Caracas dopo gli attacchi degli Stati Uniti che avevano portato alla cattura dell’ormai ex Presidente Nicolás Maduro. Luigi Gasperin, imprenditore petroliere, e Bagio Pilieri, oppositore politico e giornalista, erano stati liberati la settimana scorsa.
“Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione”, ha dichiarato la famiglia Trentini, con l’avvocata Alessandra Ballerini. “Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!”.
Campane a festa, questa mattina alle 7:00, alla chiesa di Sant’Antonio al Lido di Venezia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di “un grande lavoro della nostra diplomazia” e di “un successo anche del governo” italiano “che ha saputo interloquire e cogliere il cambiamento che c’è stato in Venezuela quindi abbiamo apprezzato molto la decisione della presidente Rodriguez di liberare i nostri connazionali. Siamo già a 4 o 5, quindi credo che la cosa sia per noi molto positiva e creerà un nuovo rapporto tra Italia e Venezuela”. Lo stesso Tajani ha spiegato che la svolta è arrivata nella notte quando l’omologo venezuelano, Yvan Gil, lo aveva chiamato per riferirgli che la presidente ad interim Delcy Rodriguez aveva deciso di liberare Trentini.
Burlò invece è un imprenditore di Torino, recentemente assolto in Italia dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Non è chiaro in quale situazione sia stato arrestato e detenuto. A lungo era stato incarcerato senza alcun capo di accusa formale. Anche lui si trovava a El Rodeo I, anche lui in un tentativo estremo da parte di Caracas di farsi riconoscere formalmente dopo le elezioni che avevano confermato Maduro al potere ma che non erano state riconosciute da gran parte della comunità internazionale. L’avvocato Maurizio Basile ha riferito all’ANSA che Burlò è in buone condizioni, l’imprenditore ha avuto una lunga telefonata con la figlia Gianna dagli uffici consolari di Caracas.