Per primi sono stati liberati Luigi Gaseprin e Biagio Pilieri, ancora attesa e apprensione per Alberto Trentini, il cooperante italiano incarcerato senza accuse formali da oltre un anno. Detenuti anche di altre nazionalità sono stati liberati, ne restano ancora centinaia nelle carceri, ragion per cui i gruppi per i diritti umani mantengono cautela. Sarebbero 28 in tutto gli italiani e gli italo-venezuelani detenuti nelle carceri in Venezuela, secondo una lista stilata dal ministero degli Esteri tramite inchieste, testimonianze e denunce. Molti dei detenuti sono stati fermati durante le ondate di arresti indiscriminate del 2024.
È un processo di allentamento, un segnale di distensione da parte della Presidente ad interim Delcy Rodríguez, pochi giorni dopo la cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti. Ad annunciare le liberazioni il Presidente del Parlamento Jorge Rodríguez, fratello della presidente ad interim. A preoccupare è soprattutto il caso di Trentini, il cooperante veneto della Ong Humanity and Inclusion. Oltre 400 giorni nel carcere El Rodeo I, arrestato nel novembre 2024 nello Stato di Apure senza accuse formali, ha perso 20 chili.
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Gasperin ha 77 anni, originario di Avellino, è stato arrestato lo scorso agosto a Maturin, nello stato venezuelano del Monagas ed è stato incarcerato in un centro nella zona di Prados del Este, presso Caracas. È un imprenditore. Era stato arrestato dopo un controllo sulla sua presunta detenzione, uso e trasporto di materiale esplosivo negli uffici della società di cui era presidente e socio di maggioranza. Accuse ritenuta pretestuose secondo le autorità italiane. A preoccupare ulteriormente le sue condizioni di salute in quanto cardiopatico e sofferente a livello respiratorio. Sarebbe in contatto con la famiglia e con i suoi legali e starebbe ricevendo cure mediche.
Pilieri è un giornalista, dal passaporto italo-venezuelano, leader politico coordinatore nazionale del partito Convergencia, uno dei membri più attivi della coalizione di opposizione che ha sostenuto Edmundo González Urrutia e María Corina Machado nelle elezioni presidenziali del 2024, i cui risultati non sono stati riconosciuti da una gran parte della comunità internazionale. Pilieri era una figura di spicco mediaticamente, aveva lavorato a lungo come giornalista prima di impegnarsi in politica. Era detenuto a El Helicoide da un anno e quattro mesi, dopo aver partecipato a una manifestazione pacifica contro i risultati elettorali ufficiali.
È più complicata la situazione degli italo-venezuelani, in virtù della loro doppia cittadinanza trattati come suoi cittadini da Caracas. Preoccupano le condizioni di Daniel Echenagucia, 47 anni, detenuto a El Rodeo I in isolamento quasi totale. Di Mario Burlò, 54 anni, torinese, imprenditore, la famiglia non aveva ricevuto per mesi notizie prima della conferma dell’arresto, i cui motivi non sono stati mai chiariti. Altri nomi: l’esponente politico Gerardo Coticchia Guerra arrestato nel 2020; l’ex maggiore della Guardia Nazionale ed ingegnere elettrico Juan Carlos Marruffo Capozzi arrestato per la prima volta nel marzo del 2019; la moglie di questo María Auxiliadora Delgado Tabosky; l’avvocato penalista Perkins Rocha, consigliere giuridico di fiducia di María Corina Machado. Ancora sconosciuta la sorte di Hugo Marino, l’imprenditore e sommozzatore esperto nel recupero di relitti e scatole nere, 54enne scomparso nel 2019 e mai localizzato dal sistema carcerario.
Le famiglie dei detenuti si sono radunati all’esterno del carcere di Rodeo I, a una cinquantina di chilometri da Caracas, per accogliere i parenti liberati. Anche cinque cittadini di nazionalità spagnola detenuti sono stati scarcerati, stanno tornando in Spagna come annunciato dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares. Si tratta dell’attivista per i diritti umani Rocio San Miguel, con doppia cittadinanza venezuelana e spagnola, e altri quattro connazionali: Andrés Martinez Adasme, José Maria Basoa Valdovinos, Ernesto Gorbe e Miguel Moreno. Alcuni erano stati accusati di presunta partecipazione a complotti politici.