L’hanno giustiziata durante un’operazione anti-migranti. La sua colpa? Essere “turbolenta”. Parola di Donald Trump. E l’America s’infiamma. Esplode la protesta negli Stati Uniti. Da New York a Chicago fino a San Francisco e Detroit, oltre naturalmente a Minneapolis, in migliaia sono scesi in piazza per manifestare contro l’uccisione di Renee Nicole Good, la donna americana di 37 anni disarmata colpita in auto dagli spari di un agente dell’Ice durante un’operazione anti-migranti.
Poco dopo la diffusione della notizia centinaia di persone si sono radunate a Minneapolis sul luogo della sparatoria, che si trova a poco più di un chilometro dal punto dove nel 2020 un poliziotto bianco uccise l’afro-americano George Floyd. Alcuni manifestanti hanno esposto cartelli di insulti all’Ice, altri hanno sventolato bandiere messicane. Pochi isolati più a nord, auto e barricate improvvisate hanno bloccato la strada principale. Sui social media Renee Good definiva sé stessa poeta, scrittrice, moglie e mamma. Una foto del profilo pubblicata su Pinterest la ritrae sorridente mentre tiene un bambino piccolo contro la guancia, insieme a post su tatuaggi, acconciature e decorazioni per la casa. La donna era una cittadina statunitense nata in Colorado e sembra che non sia mai stata accusata di nulla che coinvolgesse le forze dell’ordine se non una multa per infrazione stradale. “Renee era una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto”, ha detto la madre, Donna Ganger, al Minnesota Star Tribune. “Era estremamente compassionevole”. “Si è presa cura degli altri per tutta la vita”, ha aggiunto. “Era amorevole, comprensiva e affettuosa. Era una persona straordinaria”.
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La sparatoria segna una drammatica escalation nell’ultima di una serie di operazioni di controllo dell’immigrazione condotte nelle principali città americane. E in poche ore le proteste contro il giro di vite di Trump si sono estese in diverse città degli Usa. A New York, i dimostranti hanno riempito Foley Square per quella che gli organizzatori hanno definito una manifestazione di emergenza in risposta all’omicidio di Minneapolis, per poi marciare fino al 26 di Federal Plaza, la sede centrale del Dipartimento della Sicurezza Interna. I manifestanti hanno urlato il nome di “Renee Nicole Good”. A Detroit si sono radunati davanti all’edificio dell’Ice in Michigan Avenue, nel centro della città, per protestare contro gli agenti. La protesta è stata organizzata dal Comitato d’Azione Comunitaria di Detroit che denuncia “l’abuso di potere“. Proteste anche fuori dall’edificio dell’Ice nel centro di San Francisco, dove i relatori di varie organizzazioni, tra cui Indivisible Sf, si sono alternati nel condividere il loro messaggio di fronte alla folla. “Minneapolis oggi sta soffrendo e noi la piangiamo”, ha detto un partecipante. Centinaia di manifestanti a Seattle invece si sono radunati fuori dal Federal Building. Una manifestazione si è tenuta anche nel Boston Common, il parco cittadino situato nel centro della capitale del Massachusetts.
Per parte sua il presidente Trump ha giustificato gli agenti, parlando di Renee Good come di una donna “turbolenta”: “Ho appena visto il filmato dell’evento avvenuto a Minneapolis, Minnesota. È orribile da vedere. La donna che urlava era, ovviamente, un’agitatrice professionista, e la donna alla guida dell’auto era molto turbolenta, ostacolava e opponeva resistenza, e poi ha investito violentemente, volontariamente e brutalmente l’agente dell’Ice, che sembra averle sparato per legittima difesa”. Così su Truth Social il tycoon, che ha aggiunto: “Il motivo per cui questi incidenti si verificano è perché la Sinistra Radicale minaccia, aggredisce e prende di mira quotidianamente i nostri agenti delle forze dell’ordine e dell’Ice. (Questi ultimi) stanno solo cercando di fare il loro lavoro: RENDERE L’AMERICA SICURA. Dobbiamo stare al passo e proteggere i nostri agenti delle forze dell’ordine da questo movimento di violenza e odio della Sinistra Radicale!”.
“L’agente temeva per la propria vita e per quelle dei suoi colleghi”, ha detto invece una portavoce della Homeland Security, contestata da testimoni oculari che hanno ripreso e diffuso un video agghiacciante: si vede un federale mascherato che spara a bruciapelo tre colpi attraverso il finestrino del Suv dopo che un altro agente aveva intimato alla vittima di lasciare la sua “fottuta auto”. Mentre la segretaria alla Homeland Security Kristi Noem ha difeso gli agenti coinvolti e ha affermato che si è trattato di “un atto di terrorismo interno“. Tricia McLaughlin, la portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Interna, ha dichiarato in una nota che l’agente dell’Ice ha aperto il fuoco dopo che una donna avrebbe “usato il proprio veicolo come arma” nel tentativo di uccidere agenti federali. “Ho visto il video, è una stronzata”, ha contestato la versione delle autorità il sindaco di Minneapolis Jacob Frey, secondo cui la sparatoria è stata l’azione di “un agente che ha usato il proprio potere in modo sconsiderato, con il risultato che una persona è morta, è stata uccisa”.