Donald Trump? “Ha la personalità di un alcolizzato“, nonostante il presidente sia noto per essere astemio. Parola di Susie Wiles, capo dello staff della Casa Bianca, fedelissima del tycoon e tra le pochissime che ebbero l’onore di poter parlare dal palco su cui Trump pronunciò il discorso della vittoria dopo le presidenziali del 2024.
Eppure il capo di gabinetto non risparmia commenti al veleno sul presidente, sui suoi alleati, o ex, nell’ambito di 11 conversazioni con Vanity Fair avvenute nel corso dell’ultimo anno e pubblicate lunedì dalla rivista statunitense.
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Secondo Wiles, l’inquilino della Casa Bianca governa con “l’idea che non ci sia nulla che non possa fare. Niente, zero, niente”, come dimostrato dalla strategia messa in atto sui dazi, nei rapporti con l’Unione Europea, col Venezuela.
Dietro le sue scelte, lo ammette tra le righe il capo dello staff, c’è un elemento chiave: la vendetta, una inarrestabile volontà di ritorsione contro tutti coloro che sono considerati nemici. “La gente potrebbe pensare che sembri vendicativo”, ha spiegato Wiles in risposta a una domanda sul procedimento penale contro l’ex direttore dell’Fbi James Comey. “Non credo che si svegli pensando alla vendetta. Ma quando si presenta l’occasione, la coglie“. Wiles ha affermato di aver cercato di convincere il presidente a porre fine al suo “regolamento dei conti” entro i primi 90 giorni del suo secondo mandato, un tentativo però fallito, come ammesso dalla stessa capo di gabinetto della Casa Bianca.
Quindi i giudizi al vetriolo su chi circonda Trump. A partire dal vicepresidente JD Vance, definito “un teorico della cospirazione da un decennio“. Secondo Wiles la sua evoluzione da critico di Trump ad alleato leale è stata “in un certo senso politica”.
Durissimo il commento su Pam Bondi, il ministro della Giustizia Usa, che ha gestito “in modo totalmente sballato” il caso Epstein, vicenda prima cavalcata dall’estrema destra MAGA e poi ritorta contro lo stesso presidente. Russell Vought, direttore del Bilancio e uomo-chiave nell’attuazione dei programmi di Trump, è invece uno “zelota assoluto”.
Le parole più forti sono per chi ha aiutato il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump a suon di milioni di dollari e una infinita propaganda sui suoi social. Parliamo ovviamente di Elon Musk, capo di X e Tesla, di cui Wiles parla come di un “conclamato consumatore di ketamina” e “un tipo strano, come penso che siano i geni”.
L’emergere di questi giudizi ha spinto Wiles a fare una retromarcia, a smentire in toto quanto pubblicato da Vanity Fair. Per il capo dello staff della Casa Bianca quello della rivista era “un articolo diffamatorio formulato in modo disonesto contro di me e il miglior presidente della storia”, in cui “il contesto è stato ignorato e molto di ciò che io e altri abbiamo detto sulla squadra e sul presidente è stato omesso dall’articolo”.
Paradossalmente però, lo stesso Trump ha sostenuto la sua fedelissima dopo la bufera per l’articolo di Vanity Fair: “Ha detto bene: ho una personalità da alcolizzato. Non bevo alcolici ma ho ripetuto spesso che se lo facessi avrei ottime possibilità di diventare un alcolizzato. Ho una personalità molto possessiva“, ha spiegato il presidente in un’intervista al New York Post il presidente Usa.