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Lo spirito da sbirro di Meloni e della sua maggioranza: non possiamo chiamarli fascisti, ma non si dicano liberali…

23947666_small Photo by Roberto Monaldo / LaPresse

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Il titolo di prima pagina, a tutta pagina, del più filogovernativo dei giornali della destra (“Libero”), francamente mi ha lasciato senza respiro. Lo trascrivo: “Il governo arresta, il giudice libera”. È una rivendicazione. Di tipo cileno. Il titolo del “Giornale” è simile e appena un po’ meno sfacciato: “I giudici di Allah”. Il “Secolo” è un po’ più attento: “Toghe libera tutti”. Poi c’è la dichiarazione di Giorgia Meloni: “Così sicurezza impossibile”. Stiamo parlando della decisione della Corte di appello di Torino di disporre la liberazione dell’Imam Mohamed Shahin dal Cpr di Caltanissetta dove era detenuto per ordine del prefetto, cioè del ministro dell’Interno. La Corte ha deciso la liberazione dell’Imam avendo accertato che non aveva commesso nessun reato e dunque che non esiste nessun motivo per revocargli il permesso di soggiorno, né tantomeno per rinchiuderlo in un Cpr lontano mille chilometri da dove vivono sua moglie e i suoi bambini.

Questo atto assolutamente ineccepibile della Corte è stato considerato dal governo e dai suoi giornali un atto eversivo. La destra sostiene che per garantire la sicurezza il governo deve avere la possibilità di arrestare le persone a suo piacimento e discrezione.

La cattura e l’imprigionamento dell’Imam era in modo evidente a tutti un atto di persecuzione. Ma quello che colpisce in questa vicenda è la “teoria politica”, ben illustrata dai giornali della destra e anche dalla Meloni, su come debba essere amministrato il diritto. A giudizio del quotidiano “Libero” il compito di arrestare le persone spetta al governo mentre – sembra di capire anche dalla dichiarazione di Giorgia Meloni – la magistratura non dovrebbe disporre del potere di scarcerare le persone che non hanno commesso reati. Tremano le vene dei polsi pensando che questa destra è la destra erede di Silvio Berlusconi, di Niccolò Ghedini, di Filippo Mancuso, cioè di un gruppo dirigente che aveva fatto del garantismo una delle sue bandiere più importanti. Pretendere di assegnare al governo il compito di arrestare le persone è una cosa sideralmente lontana da qualsiasi forma di democrazia e di stato di diritto.

Del resto, la vocazione giustizialista di questa maggioranza l’avevamo già vista molte volte, coi decreti sicurezza, i decreti anti ong, il voto contro Ilaria Salis (per consentire la sua riconsegna ai carcerieri ungheresi) i voti al Parlamento Europeo contro Eva Kaili, e ieri, a conferma, il voto per togliere l’immunità parlamentare ad Alessandra Moretti. L’assalto ad Alessandra Moretti è un’autentica indecenza. Un atto vile, come fu quello che permise l’ingiusto arresto di Eva Kaili. I 5 Stelle, schierati coi fascisti, hanno confermato di avere un pezzo della loro anima fortemente reazionario. Anche di fronte ai palesi errori della magistratura e alla evidentissima innocenza di Alessandra Moretti. Faccio gli auguri all’onorevole Moretti ed evito di dire quel che penso di chi le ha votato contro. Una sola cosa vorrei chiedere al centrodestra: di non rivendicare mai più – mai più – il proprio garantismo. Il garantismo di questa maggioranza non esiste, travolto dallo spirito da sbirro dei suoi esponenti. E tra l’idea liberale e questa alleanza di centrodestra passa un oceano. Va bene, non dobbiamo dire che sono fascisti? Ok, però non si azzardino più a dichiararsi liberali.