All’indomani del consueto sondaggio per il TgLa7 sugli orientamenti di voto per i partiti, questa volta SWG si è impegnata anche a rilevare il sentiment italiano verso l’attacco esplicito e frontale del Presidente Donald Trump all’Europa. “I leader europei sono deboli, non sanno cosa fare. Parlano ma non producono”, aveva dichiarato. E l’Europa si era scoperta sola, in un fronte Occidentale attraversato da crisi e tensioni, già nella guerra in Ucraina. Gli orientamenti di voto invece sono stati misurati rispetto ai dati raccolti lo scorso 8 dicembre.
Ebbene, secondo SWG nonostante la percezione di crisi, sia il modello di Stato, sia lo stato di salute della democrazia dell’Unione Europea, rimangono migliori di quelli statunitensi secondo gli italiani: due percentuali che arrivano al 61% e al 56%. La maggior parte degli italiani dissente rispetto al Documento di strategia per la sicurezza nazionale redatto dall’amministrazione Trump anche se il 45% concorda sul fatto che le migrazioni cambieranno in modo fondamentale l’identità europea.
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Dopo il fine settimana del raduno di Atreju, “l’edizione più riuscita di sempre” il partito della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni scivola appena dello 0,2% fino al 31%. “Ma voglio ringraziare anche Schlein, che con il suo nannimorettismo ha comunque fatto parlare di noi. La cosa divertente è che il presunto Campo Largo lo abbiamo riunito noi ad Atreju e quella che dovrebbe federarli non si è presentata, contenti loro”. E dall’altra parte proprio il Partito Democratico della segretaria Elly Schlein cresce di appena lo 0,3% fino al 22,3%.
Il Movimento 5 Stelle dell’ex premier e “avvocato del popolo” Giuseppe Conte non tiene il passo e resta staccato al 12,8%. E intanto è la Lega questa settimana a spuntarla nel derby intestino alla maggioranza di governo che sta durando quanto la stessa legislatura di centrodestra. È all’8,4% il Carroccio del segretario Matteo Salvini, in crescita dello 0,3%, che precede Forza Italia dell’altro vice primo ministro Antonio Tajani in crescita dello 0,2% e all’8,1%. Alleanza Verdi e Sinistra resta stabile al 6,8%.
E poi pressoché il vuoto, fino all’ex Terzo Polo imploso che non riesce scattare in avanti. Azione e Italia Viva non schiodano, il partito di Carlo Calenda è al 3%, quello di Matteo Renzi al 2,3%. Stabile +Europa all’1,4%. Noi Moderati di Maurizio Lupi all’1,1%, alla voce generica “altro partito” è al 2,8%. Non si esprime il 35% degli intervistati, una percentuale in crescita del 2%, a conferma degli alti tassi di astensionismo a ogni appuntamento elettorale. Anche se alla prossima sfida elettorale, il referendum sulla Giustizia in primavera, non è previsto quorum. Ed è già campagna elettorale.