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Juventus, le rassicurazioni di Elkann (dopo Gedi) non convincono: le azioni volano dopo l’offerta di Tether

Juventus, le rassicurazioni di Elkann (dopo Gedi) non convincono: le azioni volano dopo l’offerta di Tether

Dopo Gedi tocca alla Juventus? Al di là delle smentite di rito, questa volta con un improbabile video pubblicato sui social da John Elkann, sono sempre più forti i rumours su una cessione del club di Torino.

“La Juventus, la nostra storia, i nostri valori non sono in vendita”, aveva rassicurato Jaki, forte del controllo tramite la cassaforte di famiglia Exor del 65 per cento delle azioni del club quotato a Piazza Affari.

Ma l’irrompere sulla scena di Tether, colosso delle stablecoin fondato dagli italiani Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, che già in possesso dell’11,5% della Juventus è uscito allo scoperto venerdì, a Borse chiuse, ufficializzando un’offerta vincolante non concordata per rilevare l’intera quota della Juventus in mano agli Elkann per poco più di un miliardo di euro, ha fatto letteralmente esplodere i mercati.

La smentita di John Elkann non sembrano aver convinto gli investitori: lunedì 15 dicembre il titolo del club bianconero ha chiuso la giornata facendo segnare un rialzo record del 18,5%. Il significato? A Piazza Affari non credono che Elkann sia realmente convinto di mantenere il controllo della Juventus.

E d’altra parte forti dubbi li ha confermati anche un personaggio che del mondo Juve ha fatto parte a lungo. È il caso di Giovanni Cobolli Gigli, che del club bianconero è stato presidente tra il 2006 e il 2009, nel periodo successivo allo scandalo Calciopoli. L’ex dirigente ci va giù durissimo nei confronti del nipote dell’Avvocato Agnelli: “Ho ascoltato le parole di John Elkann. Se potessi fare un po’ di ironia, vorrei sapere se queste parole sono state dette col cuore o col gobbo”, il commento al veleno sul video pubblicato da Jaki.

Quindi Cobolli Gigli fa un facile parallelo tra Juventus e Gedi, col gruppo editoriale ormai ufficialmente in vendita, al momento in trattativa riservata con l’armatore greco Theo Kyriakou a capo del gruppo mediatico Antenna Group, cessione negata per mesi agli stessi giornalisti di La Stampa e Repubblica e poi comunicata all’improvviso dai dirigenti Gedi. “Si possono avere dei dubbi su quanto sia secco questo no di John Elkann, era secco anche quello per Gedi e poi le cose sono andate diversamente”, ricorda l’ex presidente bianconero.