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Ucraina, dai negoziati a Berlino speranze per Kiev: per gli Usa intesa vicina su Kiev nell’Ue e garanzie di sicurezza

Ucraina, dai negoziati a Berlino speranze per Kiev: per gli Usa intesa vicina su Kiev nell’Ue e garanzie di sicurezza

Dopo l’incontro preliminare di domenica di Berlino, sembra ancora evidente la distanza tra Kiev e gli alleati europei da un lato, e gli Stati Uniti e la Russia dall’altro.

Un vertice tedesco fondamentale per Volodymyr Zelensky, che nella capitale della Germania incontra i delegati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, ma anche i leader europei come il cancelliere Friedrich Merz, la premier italiana Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer.

Dopo le cinque ore seduto al tavolo preliminare domenica con la delegazione Usa inviata da Donald Trump, secondo Witkoff “molti progressi sono stati fatti” con “discussioni approfondite sul piano in 20 punti per la pace, l’agenda economia e molto di più”.

Gli Stati Uniti non scendono a compromessi

Eppure, secondo le ricostruzioni del Wall Street Journal, che cita proprie fonti a conoscenza del dossier, i colloqui tenuti a Berlino sono stati “difficili” perché la parte americana sembra non essere disposta a scendere a compromessi sulla sua bozza di accordo di pace. “I negoziati tra l’Ucraina e i suoi partner occidentali si sono trasformati in un tira e molla, anche senza la partecipazione della Russia al tavolo delle trattative”, spiegano fonti al Wsj.

In particolare Washington spinge per soluzioni rapide, mentre Zelensky e gli europei sostengono che restano differenze significative sia sul ritiro dal Donbass sia sulla chiara definizione delle garanzie di sicurezza per Kiev. Un alto funzionario ucraino, fa sapere l’Afp, ha sottolineato che i negoziatori statunitensi continuano a chiedere all’Ucraina di abbandonare la regione del Donbass.

La Nato punto chiave per Mosca

D’altra parte il pressing del Cremlino, pur assente al tavolo, è incessante. In una intervista Yuri Ushakov, il consigliere per la politica estera del presidente Vladimir Putin e in queste settimane punto di riferimento per le trattative con Mosca, ha spiegato che la Russia avrà “decise obiezioni” a qualsiasi emendamento del piano di pace per l’Ucraina in 28 punti proposto, su suggerimento di Mosca, da Washington. Un testo più volte modificato a seguito di diversi round di negoziati fra Ucraina, Paesi europei e Stati Uniti.

Tre i punti chiave per Mosca: la parziale smilitarizzazione dell’Ucraina, con un esercito nazionale ben più piccolo di quello attuale, il riconoscimento internazionale del Donbass russo e la rinuncia ucraina all’ingresso nella Nato. “La questione di un documento legalmente vincolante sulla non adesione di Kiev alla Nato è la pietra angolare dei negoziati”, ha chiarito a tal proposito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Putin, ha detto il suo portavoce, “è aperto alla pace, alla vera pace e a decisioni serie“. Il presidente russo, ha aggiunto Peskov, “è decisamente non aperto a qualsiasi trucco che punti a mettere in stallo il processo e a creare tregue artificiali e temporanee”.

Proprio su quest’ultimo punto il presidente ucraino si è detto disposto a fare concessioni, dunque accettando la rinuncia alla richiesta di far entrare l’Ucraina nell’Alleanza Atlantica, ma in cambio di maggiori garanzie di sicurezza da parte di Stati Uniti ed Europa. Per Zelensky l’obiettivo principale dell’Ucraina è assicurarsi che il piano di pace col Cremlino includa una misura simile a quella prevista dall’articolo 5 della Nato, che stabilisce l’obbligo per gli alleati di intervenire in difesa di uno Stato membro attaccato, considerando l’aggressione come rivolta all’intera alleanza.

L’esito dei colloqui Usa-Kiev

I colloqui tra le delegazioni di Ucraina e Stati Uniti si sono conclusi poco prima delle 15. Secondo il resoconto fornito dal principale negoziatore ucraino a Berlino, Rustem Umerov, si è trattato di negoziati “costrutti e produttivi, con progressi concreti”. “Ci auguriamo di raggiungere un accordo che ci avvicini alla pace entro la fine della giornata. C’è molto rumore e speculazioni anonime sui media in questo momento”, ha spiegato Umerov.

Un quadro sostanzialmente confermato dallo stesso Volodymyr Zelensky: “I colloqui sono stati importanti. Berlino ha avuto un ruolo molto importante, è al centro. I colloqui non sono stati facili, ma molto produttivi. È stato importante che abbiamo avuto molto tempo”, ha detto il presidente ucraino al Forum economico sull’Ucraina in corso a Berlino. “La pace deve essere giusta. La dignità della Ucraina è importante”, ha aggiunto il leader di Kiev.

Che le posizioni potrebbero essersi riavvicinate lo confermano anche alti dirigenti Usa in una call post-negoziato cui ha partecipato anche l’agenzia di stampa italiana Ansa. I funzionari statunitensi hanno definito il vertice “molto positivo su molte questioni” e “il lavoro dei nostri colleghi, della Germania, della Francia, della Gran Bretagna” come “straordinario”.

Lo stesso presidente Donald Trump sarebbe stato “soddisfatto” del punto a cui si è arrivati. Leader Usa che sarebbe “concentrato sul fermare l’avanzata dei russi verso l’ovest”. Secondo i dirigenti statunitensi “i russi accetteranno le garanzie di sicurezza per Kiev nell’accordo finale”, con Mosca che sarebbe anche aperta all’adesione dell’Ucraina nell’Unione Europea. L’ennesima bozza di accordo inoltre includerebbe “garanzie di sicurezza molto forti” a livello dell’articolo 5 del Trattato Nato, per Kiev: garanzie che dovrebbero passare per un voto al Congresso statunitense.