X

Un armatore greco per Repubblica, Elkann vende Gedi a Kyriakou (e al socio bin Salman): il Cdr attacca

Un armatore greco per Repubblica, Elkann vende Gedi a Kyriakou (e al socio bin Salman): il Cdr attacca

Repubblica parlerà greco-saudita? Lo storico quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e l’intero gruppo Gedi, al cui interno dopo continue cessioni sono rimasti ormai solamente La Stampa di Torino e le radio, potrebbe finire in mano al gruppo Antenna dell’armatore greco Theo Kyriakou.

Quest’ultimo, riferisce Domani, ha come principale socio il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, che controlla tramite il fondo sovrano Pif il 30 per cento di Antenna. Bin Salman, come noto, secondo la Cia avrebbe ordinato l’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi ed è il sovrano di fatto di un Paese in cui vige un regime dai tratti spietati.

Il negoziato tra John Elkann e Kyriakou è entrato nella fase clou: sul piatto il gruppo Antenna avrebbe messo 140 milioni di euro, offerta che rispetterebbe le richieste dell’erede della famiglia Agnelli, entrato in possesso del gruppo editoriale venduto dai figli di Carlo De Benedetti e poi fatto a pezzi in pochi anni a suon di cessioni delle testate locali.

Una trattativa conferma ufficialmente dallo stesso gruppo editoriale tramite proprie “fonti” alle agenzie di stampa. “Gedi resta impegnata nella trattativa in corso con il gruppo Antenna interessato a La Repubblica e alle altre testate del gruppo editoriale” mentre al momento “non ci sono le condizioni per aprire nuove strade”, si legge in una nota.

Parole che sembrano chiudere le porte ad una indiscrezione filtrata sulla stampa nei giorni scorsi: alcune ricostruzioni davano infatti un forte interesse per l’acquisizione di Gedi da parte di Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei figli dello scomparso fondatore di Luxottica Leonardo, che attraverso la sua società Lmdv Capital avrebbe pareggiato l’offerta dell’amatore greco Kyriakou.

Sul mercato c’è l’intero blocco Gedi: non solo Repubblica e La Stampa ma anche le remunerative emittenti radiofoniche (Radio Deejay, M2O e Radio Capital) e altre riviste e periodici come Huffington Post, i periodici Limes e National Geographic.

L’ufficializzazione della trattativa per la vendita delle testate ha scatenato la reazione del Comitato di redazione di Repubblica. Il Cdr infatti sottolinea come l’azienda “da mesi a questa pare ha sempre negato l’esistenza stessa di una trattativa”, salvo poi uscire allo scoperto senza comunicarlo ai suoi stessi dipendenti.

Nel comunicato del Cdr si parla di “sconcerto di fronte alla conferma affidata alle agenzie da parte di un ‘portavoce di Gedi’ della trattativa in corso per la cessione del gruppo: è la stessa azienda che, da mesi a questa parte e di fronte alle nostre reiterate richieste, ha sempre negato l’esistenza stessa di una trattativa. Ed è lo stesso editore John Elkann che nelle settimane scorse, di fronte alla proposta di un incontro delle rappresentanze sindacali delle testate del gruppo, si è negato”.

I giornalisti ricordano poi come “da cinque anni e mezzo a questa parte abbiamo assistito alla scientifica distruzione di un gruppo editoriale, alla mortificazione della sua missione e infine alla continua negazione di questa realtà, cosa che non abbiamo mai smesso di denunciare. Questo patetico balletto a ridosso dei 50 anni di storia di Repubblica è la (in)degna conclusione di un percorso di dismissione – economico, professionale, valoriale, etico – che non riguarda neanche solo Gedi. Di sicuro, come fatto sinora, non resteremo in silenzio a guardare l’orribile spettacolo che ci viene propinato”, conclude il comunicato del Comitato di redazione.