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Guerra in Ucraina, Putin rivendica la conquista di Pokrovsk e Volchansk: Kiev nega, ma l’avanzata sul terreno è da “record”

Guerra in Ucraina, Putin rivendica la conquista di Pokrovsk e Volchansk: Kiev nega, ma l’avanzata sul terreno è da “record”

Pokrovsk è realmente capitolata? La città ucraina nel Donetsk, una delle due regioni dell’oblast del Donbass che la Russia vuole annettere, è stata “rivendicata” dal Cremlino.

L’annuncio della sua conquista è arrivato dallo stesso presidente Vladimir Putin durante una visita a uno dei posti di comando del Gruppo Congiunto di Forze, in cui ha comunicato anche la presa di Volchansk nella regione di Kharkiv.

Nel suo discorso il leader russo ha spiegato che la presa di Pokrovsk (Krasnoarmeisk il nome della città per i russi, ndr) “contribuirà a garantire progressi costanti verso tutti gli obiettivi principali dell’operazione militare speciale”. Putin ha poi ringraziato i militari russi “per i risultati del loro lavoro”. “È un settore importante. Tutti noi ne comprendiamo l’importanza e ci consentirà di raggiungere progressivamente tutti gli obiettivi principali stabiliti all’inizio dell’operazione militare speciale”, ha affermato.

Da mesi ormai la città, ormai in larga parte disabitata, è sotto assedio russo e strenuamente difesa dall’esercito ucraino: è soprannominata “la porta d’accesso al Donetsk” in quanto snodo cruciale per dilagare a ovest, completare l’occupazione del Donetsk e spingersi sulla direttrice verso Kiev. Una conquista che per Putin ha soprattutto un valore simbolo, dopo i tanti annunci della propaganda russa e i ripetuti rinvii di mese in mese della scadenza per la sua conquista. L’obiettivo ora, almeno secondo le parole di Putin, si spinge a sud: “Il nemico non è in grado di reagire al ritmo dell’avanzata delle truppe russe nella direzione di Zaporizhzhia”, ha sottolineato Putin.

Kiev nega la caduta

Ma da Kiev si nega la caduta di Pokrovsk in mani russe. “Le operazioni di ricerca e assalto e l’eliminazione del nemico nelle aree urbane continuano a Pokrovsk”, ha scritto sui social media il comando orientale dell’esercito ucraino, sostenendo che le truppe russe che avevano piantato una bandiera nel centro della città, video pubblicato anche da Reuters che ne aveva ricostruito l’autenticità, sono state respinte.

Secondo Kiev vi sarebbero “tentativi degli occupanti” di issare la bandiera russa in alcune aree della città per “creare illustrazioni propagandistiche di controllo del territorio“. L’esercito ucraino ha smentito l’affermazione di Mosca secondo cui le sue forze militati avrebbero occupato il villaggio di Klynove, nell’Oblast di Donetsk.

L’avanzata russa in Ucraina

È però indiscutibile il momento di grave difficoltà per l’Ucraina, sia a livello politico-diplomatico, con lo scandalo corruzione che ha terremotato il governo e lambito le persone più vicine al presidente Volodymyr Zelensky, e un asse Washington-Mosca che rischia di costringere di fatto Kiev ad accettare condizioni di pace simili ad una resa, sia sul piano militare.

Secondo l’Institute for the Study of War (Isw), think tank con sede negli Stati Uniti, le forze russe hanno realizzato a novembre il loro più grande avanzamento sul terreno in Ucraina nell’ultimo anno, conquistando circa 700 chilometri quadrati.

Si tratta, per la Russia, del secondo maggiore progresso territoriale dall’inizio della guerra, dopo quello di novembre 2024, escludendo i primi mesi dell’invasione, quando la linea del fronte era molto mobile. Alla fine di novembre, secondo l’Isw, l’esercito russo controlla circa il 19% del territorio ucraino.