L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, italiano, presidente del comitato militare della Nato, in una intervista al “Financial Times” ha detto che si sta valutando la possibilità di un attacco preventivo ibrido alla Russia. Cavo Dragone sostiene che un attacco preventivo non è un attacco ma un atto difensivo. Perché? Ma perché, siccome è preventivo, previene un attacco russo, anche se questo attacco russo è solo ipotizzabile. Da chi è ipotizzabile? Da quelli che organizzano un attacco preventivo.
Il problema serio è che l’ammiraglio Cavo Dragone, oltre ad essere uno dei più alti ufficiali dei quali dispone l’Italia, è anche in buonafede. Cioè crede che le cose che dice siano vere e logiche. E non è da escludere che persino il ministro Crosetto, che pure è una persona istruita ed esperta, creda che quello che dice l’ammiraglio Cavo Dragone sia una cosa seria. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è scagliata contro il rettore dell’Università di Bologna il quale si è rifiutato di istituire un corso di filosofia speciale per giovani ufficiali dell’esercito. Un corso riservato a loro, in modo che possano conoscere almeno qualcuno dei pensieri di Spinoza e Kierkegaard. Il rettore si era rifiutato di istituire questo corso ad hoc per la semplice ragione che lui pensa che non abbia nessun senso realizzare un corso speciale per ufficiali dell’esercito. Gli studenti, secondo il rettore, sono studenti e basta.
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Non sa il rettore che ci fu un precedente nel 1940. A giugno di quell’anno, dopo che l’Italia era entrata in guerra, Mussolini decise di aprire una via speciale alla laurea per gli studenti dell’ultimo anno che dovevano andare sotto le armi. Mio padre, che aveva 23 anni e gli mancavano sette esami alla laurea in ingegneria, ebbe la possibilità di sostenere in un solo giorno i sette esami, e mi raccontava che non era molto preparato ma ebbe tutti trenta e la laurea il giorno dopo. Poi partì militare. Se ho capito bene l’idea del capo di Stato maggiore dell’esercito, Carmine Masiello, che ha sollevato la polemica, era quella di ripetere una cosa simile a quella che fece Mussolini nel 1940 Il generale Carmine Masiello, circa un anno fa, pronunciò un solenne discorso nel quale spiegò che “l’esercito è fatto per prepararsi alla guerra. Punto. Dovete averlo chiaro. Sto valutando l’ipotesi di cambiare nome al corso di stato maggiore e di chiamarlo scuola di guerra”. Parole sue.
Come sapete il ministro Crosetto vuole tornare a istituire la Leva militare. Nel 1964, sessantuno anni fa, Stanley Kubrick girò un film che intitolò “Il dottor Stranamore”. Un capolavoro che aveva per protagonista un generale statunitense, di origini tedesche e con nostalgie naziste, che voleva a tutti i costi gettare una bomba atomica sulla Russia. Vedemmo da ragazzi quel film. Di denuncia, sì, ma sembrava una denuncia fantasiosa. Era solo la previsione della realtà di 64 anni dopo. La politica, le cancellerie, l’establishment economico e politico europeo, l’esercito, moltissimi giornali hanno solo una idea in testa. Quella che fu del poeta Marinetti: guerra.