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Michele Emiliano e le porte girevoli politica-magistratura: l’ex governatore pugliese rivuole la toga (con stipendio doppio)

Michele Emiliano e le porte girevoli politica-magistratura: l’ex governatore pugliese rivuole la toga (con stipendio doppio)

Altro che separazione delle carriere, qui siamo alle porte girevoli tra magistratura e politica. Al termine dei suoi dieci anni da presidente della Regione Puglia, costretto a non ricandidarsi da “semplice” consigliere dal neo governatore Antonio Decaro sull’altare della “discontinuità”, pur facendo entrambi parte del Partito Democratico, Michele Emiliano è pronto a tornare al suo vecchio lavoro.

L’ex presidente pugliese intende tornare in magistratura e farlo e farlo richiedendo direttamente la settima valutazione di professionalità: opzione, sottolinea il Corriere del Mezzogiorno, che gli consentirebbe di rientrare in magistratura con uno stipendio quasi doppio rispetto a quello percepito quando lasciò la toga oltre 20 anni fa, quando si buttò in politica prima come sindaco di Bari e poi in Regione.

Lo stipendio per Emiliano si aggirerebbe intorno ai 7mila euro netti al mese, ben oltre quanto guadagnava da sostituto procuratore ma comunque meno rispetto ai guadagni da presidente della Regione, pari a circa 11mila euro mensili.

Un modo, quella di rientrare in magistratura richiedendo la settima valutazione di professionalità, di recuperare il “terreno perso” rispetto ai colleghi, che in questi 20 anni hanno fatto carriera mentre Emiliano era impegnato su tutt’altro fronte.

La sua richiesta è ora all’esame del Consiglio giudiziario di Bari, che dovrà esprimere un parere prima che la pratica arrivi alla Quarta commissione del Consiglio superiore della magistratura e infine al Plenum dello stesso Csm.