La pace “modello coreano”. Codificare la realtà sul campo senza formalizzarla all’infinito. Cancellano l’Ucraina. Umiliano l’Europa. È il “Patto Trump-Putin”. Un “matrimonio d’interessi”, negoziato da un miliardario immobiliarista americano, Steve Witkoff per Trump, e il capo del fondo sovrano Kirill Dmitriev per Putin.
A rivelarlo è il sito Axios. Niente ancora di ufficiale, ma i contrasti stanno già emergendo soprattutto perché Zelensky dovrebbe cedere l’intero Donbass. La speranza del capo della Casa Bianca è però quella di rilanciare le trattative su questa base, discussa in segreto a Miami tra il 22 e il 24 ottobre dal suo inviato Steve Witkoff col rappresentante russo Kirill Dmitriev. Perciò, come scrive il Wall Street Journal, ha inviato una delegazione del Pentagono a Kiev per discutere la situazione sul terreno e spiegare le sue mosse, con l’obiettivo di mandarli poi a Mosca per riallacciare il filo spezzato dopo il fallimento del vertice di Anchorage. Secondo Axios il piano contiene 28 punti, divisi in quattro capitolati: la pace in Ucraina, le garanzie di sicurezza, la stabilità dell’Europa, e le relazioni future fra Washington, Mosca e Kiev.
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Il primo punto riguarda le modalità con cui arrivare alla fine dei combattimenti, che prevederebbe il controllo russo nelle regioni di Lugansk e Donetsk, ossia l’intero Donbass, nonostante gli ucraini abbiano ancora il 12% di questa area, Con quella proposta Kiev cederebbe la cintura fortificata fra Druzhkivka, Kramatorsk e Slovyansk. E aprirebbe così ai russi la strada verso Dnipro e all’attacco su Kharkiv da sud. Sarebbe un passo in più nel piano russo per rendere l’Ucraina incapace di esistere, se non agli ordini di Putin. A Kherson e Zaporizhzhia invece si congelerebbe il fronte lungo la linea attuale, con qualche concessione da parte di Mosca. Non è chiaro se il cambiamento dei confini sarebbe definitivo e riconosciuto ufficialmente, oppure accettato solo di fatto come tra le due Coree o i baltici durante la Guerra fredda.
Il secondo punto riguarda l’eventuale forza di pace chiamata a garantire il rispetto del cessate il fuoco, ma anche la riduzione delle forze armate ucraine. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, la bozza di piano discusso fra il Cremlino e la Casa Bianca prevedrebbe un dimezzamento degli effettivi ucraini; l’esercito stesso dovrebbe poi rinunciare ad alcuni tipi di armi, non specificati nella bozza ma, stando ad autorevoli analisti militari, si tratterebbe di sistemi d’arma a lunga gittata.
Il terzo riguarda l’ingresso di Kiev nell’Unione Europea, visto che quello nella Nato è escluso, ma anche le rassicurazioni di cui ha bisogno l’Europa per evitare che il Cremlino possa lanciare altri attacchi in futuro.
Il quarto si concentra sui rapporti politici futuri tra i protagonisti della crisi: prevederebbe il riconoscimento da parte degli Usa del Donbass e della Crimea (annessa unilateralmente nel 2014). Ma anche la collaborazione economica, ad esempio per lo sfruttamento delle risorse energetiche e naturali. Questo forse è il primo obiettivo pratico di Trump, che nella sua mente però servirebbe anche a garantire la stabilità attraverso gli interessi concreti delle parti. Dmitriev ha confermato ad Axios che il piano esiste ed è promettente, perché a differenza di quelli europei “tiene conto delle posizioni russe”. Se si arrivasse ad un accordo sul testo, i leader potrebbero vedersi a Budapest per firmarlo.
Secondo due fonti di Axios a conoscenza diretta, anche Qatar e Turchia sono coinvolti nella stesura del nuovo Piano Trump. «La mediazione tra Qatar e Turchia ha contribuito a porre fine alla guerra a Gaza e potrebbe contribuire a porre fine alla guerra in Ucraina», ha affermato una delle fonti.
Il piano di pace per l’Ucraina su cui è al lavoro l’inviato del tycoon, Steve Witkoff, sta provocando non poca inquietudine a Kiev. Fonti vicine al presidente Volodymyr Zelensky hanno ammesso al Kyiv Independent che l’idea ha suscitato «ben poco entusiasmo», un eufemismo per raccontare lo sconcerto di fronte al fatto che «Washington sembra orientarsi verso un allineamento sulle richieste di Mosca». Zelensky ha incontrato il segretario dell’esercito statunitense Dan Driscoll e i generali nella delegazione Usa. Lo scrive Rbc Ukraina. Al centro dell’incontro ci sarebbe il piano Usa per la pace in Ucraina. Il leader ucraino avrà ora una riunione con i suoi, tra i quali Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale.
Il cerchio si sta chiudendo. Gli Stati Uniti starebbero esercitando “forti pressioni” sul presidente ucraino affinché accetti l’accordo di pace con la Russia. Lo riporta Bloomberg citando fonti sotto anonimato. Dallo sconcerto di Kiev all’imbarazzo di Bruxelles. «Abbiamo chiarito in modo cristallino la questione relative al fatto che la cessione di territorio ucraino non debba essere negoziata senza gli ucraini». Così il ministro degli Esteri danese (presidente di turno dell’Ue), Lars Lokke Rasmussen, al suo arrivo al Consiglio Esteri. Per il ministro degli Esteri francese, poi, la pace deve essere “giusta e non una capitolazione”. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski: “Noi guidiamo gli sforzi di pace, ma l’Europa è il principale partner, il principale sostenitore dell’Ucraina. Ed è naturalmente la sicurezza dell’Europa a essere in gioco. Quindi ci aspettiamo di essere consultati. Inoltre, spero che non sia la vittima a vedersi imporre restrizioni sulla sua capacità di difendersi, ma che sia l’aggressore a vedere limitato il suo potenziale aggressivo”.
“Ho visto i ministri molto calmi, abbiamo già visto questo scenario e la verità è che i piani di pace non possono funzionare senza l’Europa e l’Ucraina. Noi abbiamo di un piano in due punti: indebolire la Russia e sostenere l’Ucraina. E colpire la flotta ombra di Mosca ha un impatto importante sugli introiti della Russia”, dichiara l’Alta rappresentante l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del Consiglio affari esteri a proposito del piano di pace Usa. Irritata, umiliata, messa ai margini, ridotta all’impotenza Da una brutta Yalta l’Europa è fuori.