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Pil Italia, la Commissione Ue taglia le stime: nel 2025 solo +0,4%, nel prossimo biennio saremo “maglia nera”

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Da Bruxelles arrivano brutte notizie per il governo Meloni. L’Unione Europea ha tagliato le previsioni di crescita per l’Italia, col Pil (Prodotto interno lordo, ndr) che salirà dello 0,4% quest’anno, rispetto allo 0,7% delle previsioni di primavera e dello 0,8% nel 2026 (dallo 0,9%).

Le previsioni economiche di autunno della Commissione europea sono l’ennesimo segnale di una economia italiana stagnante, col governo impegnato in una legge di bilancio che non ha nulla di ambizioso: una mano al “ceto medio” ma zero o quasi per favorire lo sviluppo e dare una sferzata al comparto economico.

“Prevediamo una crescita modesta per l’Italia – ha dichiarato in conferenza stampa il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis – l’anno prossimo saremo in una fase del quadro finanziario pluriennale in cui ci si può aspettare una ripresa dei finanziamenti e degli investimenti per la coesione, che contribuiranno anche a sostenere il livello degli investimenti pubblici”.

Che non vi sia una strategia di ampio respiro la Commissione lo evidenzia anche con le previsioni di crescita del 2026 e 2027. Il Pil salirà dello 0,8 per cento, in larga parte grazie ai soldi del Pnrr: una crescita che resta risibile e che rende Roma una della “maglie nere” dell’Europa, penultimi per crescita il prossimo anno (peggio di noi solo l’Irlanda) e addirittura ultimi nel 2027.

Le altre due maggiori economie del Vecchio Continente, anche loro alle prese con economie nazionali in difficoltà e governi ben più “ballerini” di quello italiano, avranno invece un rimbalzo positivo con la Germania in crescita dell’1,2 per cento e la Francia dello 0,9 e 1,1 per cento.

Nel complesso le previsioni della Commissione mostrano una crescita per l’economia Ue superiore alle aspettative, anche se molto è dovuto dall’effetto dell’annuncio dei dazi statunitensi che hanno provocato una impennata delle esportazioni proprio in vista degli aumenti tariffari decisi dall’amministrazione Trump. Per questo il Pil Ue salirà dell’1,4 per cento quest’anno e nel 2026, dell’1,5 per cento nel 2027. “Il contesto globale rimane difficile”, sottolinea la Commissione, mentre il Pnrr sta sostenendo “una crescita moderata” e la domanda interna. Quanto ai dazi, la Commissione ricorda che “l’economia fortemente aperta dell’Ue rimane suscettibile alle attuali restrizioni commerciali, ma gli accordi commerciali raggiunti tra gli Stati Uniti e i suoi partner commerciali hanno attenuato alcune delle incertezze che avevano offuscato le previsioni di primavera”.