Le indagini sulla morte di Isak Andic, il fondatore del noto brand spagnolo di moda prêt-à-porter Mango, presente anche in Italia, potrebbero essere arrivata ad un punto di svolta.
I Mossos d’Esquadra, la polizia catalana che aveva inizialmente archiviato la morte di Andic com un incidente, il 71enne era deceduto il 14 dicembre scorso durante un’escursione nel massiccio di Montserrat, in Catalogna, hanno riaperto il caso e ora indagano su un possibile omicidio.
A parlarne oggi è il quotidiano spagnolo El Pais, che cita fonti “ben informate” in merito alle nuove indagini. I sospetti degli inquirenti sono focalizzati sull’unico testimone presente al momento del presunto “incidente” costato la vita ad Andic: uno dei tre figli della vittima, Jonathan Andic.
Quest’ultimo accompagnò il padre nell’escursione ed è attualmente sotto inchiesta per il reato di omicidio nell’ambito dell’istruttoria secretata presso il tribunale di Martorell, in Catalogna, che ha sottoposto a sequestro il suo smartphone.
A far puntare il dito contro Andic sarebbero alcune incongruenze e contraddizioni nelle dichiarazioni del figlio del celebre imprenditore spagnolo. In particolare Jonathan aveva affermato di non essersi accorto dell’incidente perchè camminava molti metri davanti al padre, caduto da uno strapiombo tra i 100 e i 150 metri durante una passeggiata in montagna in compagnia del figlio.
Unico erede maschio dell’impero della moda fondato dal padre nel 1984, a pesare contro Jonathan Andic sarebbe state anche le dichiarazioni raccolte da Estefania Knuth, compagna di Isak Andic, che con altre testimonianze di persone vicine all’imprenditore avrebbe riferito delle relazioni tese tra padre e figlio.
Il gruppo, fondato da Isak Andic dopo che quest’ultimo all’età di 14 anni si trasferì da Istanbul in Spagna, a Barcellona, è ora guidato come presidente proprio dal figlio Jonathan. La morte del fondatore aveva portato ad una “ristrutturazione” dei vertici: Jonathan Andic era stato nominato presidente di Mango e di Mango Mng Holding, della quale le sorelle Jidith e Sarah Andic sono ora vicepresidenti. La famiglia, attraverso i suoi portavoce, ha ribadito che non commenterà la vicenda e che resta convinta che un eventuale processo dimostrerà l’innocenza. dell’indagato.