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Flotilla rifiuta la mediazione del governo Meloni per lasciare gli aiuti a Cipro: “Vogliamo rompere l’assedio illegale di Israele”

Life Support di EMERGENCY interventi assistenza a barche Global Sumud Flotilla 24 settembre 2025 (foto Ufficio Stampa/laPresse) DISTRIBUTION FREE OF CHARGE – NOT FOR SALE

Life Support di EMERGENCY interventi assistenza a barche Global Sumud Flotilla 24 settembre 2025 (foto Ufficio Stampa/laPresse) DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE

Questa mattina il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un’informativa al Senato, aveva avvertito la Global Sumud Flotilla del rischio di entrare in acque non internazionali: di rompere il blocco della Striscia di Gaza da parte di Israele. “Il ministero degli Esteri, in stretto coordinamento con la Difesa, ha già offerto una soluzione concreta per consentire l’arrivo degli aiuti umanitari, e ha assicurato la presenza in prossimità dell’area di una nave militare, pronta a fornire assistenza e soccorso. Resta tuttavia indispensabile che la flottiglia non tenti di forzare il blocco: esporre vite umane a rischi in acque nelle quali non sarebbe possibile intervenire in soccorso non avrebbe alcun senso e comporterebbe pericoli inutili”.

È un momento di alta tensione, di grande preoccupazione a livello del governo, con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che oltre a “ribadire quello che penso di questa vicenda, perché tutto questo è gratuito, pericoloso e irresponsabile. Non c’è bisogno di rischiare la propria incolumità, non c’è bisogno di infilarsi in un teatro di guerra per consegnare degli aiuti a Gaza, che il governo italiano e le autorità preposte avrebbero potuto consegnare in poche ore”, si era anche spinta in una singolare analisi che si potrebbe definire ombelicare: “Io non sono stupida: quello che accade non ha come obiettivo alleviare la sofferenza della popolazione palestinese, ma attaccare il nostro esecutivo”.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva sentito i ministri degli Esteri di Israele, Gideon Sa’ar, e di Cipro, Constantinos Kombos, per verificare la possibilità di consegnare a Gaza il materiale umanitario trasportato dalla Flotilla. Era una possibilità già sollecitate da Crosetto, che aveva intanto mandato due navi della Marina Militare a supporto della missione dopo gli ultimi attacchi, la Fasan e la Alpino: la soluzione di uno sbarco preventivo degli aiuti a Cipro per poi passare nella Striscia con l’aiuto del Patriarcato Latino di Gerusalemme a Gaza City. La delegazione italiana del Global Mouvement to Gaza, a nome del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, ha comunicato comunque alle “autorità italiane di non accettare la proposta ricevuta ieri sulla possibile deviazione degli aiuti”.

La missione “rimane fedele al suo obiettivo originario di rompere l’assedio illegale e consegnare gli aiuti umanitari alla popolazione assediata di Gaza, vittima di genocidio e pulizia etnica. Qualsiasi attacco o ostruzione alla missione costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale e un atto di sfida all’ordinanza provvisoria della Corte internazionale di Giustizia che impone a Israele di facilitare gli aiuti umanitari verso Gaza”. L’assedio via mare della Striscia di Gaza non viene rotto dal 2007, secondo fonti della stessa Flotilla Israele potrebbe colpire la carovana umanitaria nelle prossime 48 ore.

“Continuiamo a chiedere al Governo una risposta netta, severa e seria, in linea con il diritto internazionale e aggiungono che la missione continua, avanti fino allo stop di quello che considerano un genocidio in atto nella Striscia di Gaza”. Lo Stato Ebraico ha ribadito che non consentirà alle imbarcazioni di oltrepassare il blocco navale, aveva già parlato degli attivisti che sarebbero stati trattati come terroristi prima della partenza della Flotilla. “Questo rifiuto, per la terza o quarta volta da parte della flottiglia, dimostra il vero scopo di questa flottiglia: la provocazione e il servizio ad Hamas, certamente non uno sforzo umanitario”, le parole ministero degli Esteri israeliano, Eden Bar.