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A Gaza in fiamme gli ospedali, Israele bombarda anche i malati terminali

FILE – Palestinians run for cover during an Israeli airstrike on a high-rise building in Gaza City, Sept. 5, 2025, after the Israeli army issued a warning. (AP Photo/Yousef Al Zanoun, File) 


Associated Press / LaPresse
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FILE - Palestinians run for cover during an Israeli airstrike on a high-rise building in Gaza City, Sept. 5, 2025, after the Israeli army issued a warning. (AP Photo/Yousef Al Zanoun, File) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Mentre attacca la Flotilla, Israele continua la sua mattanza a Gaza. Fonti mediche hanno annunciato a Wafa che 73 civili sono stati uccisi dagli spari e dai bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza dall’alba di ieri. Una nuova giornata di sangue preceduta da un’altra notte di terrore per le famiglie palestinesi ancora bloccate a Gaza City.

Secondo le informazioni dell’esercito israeliano, circa 640 mila persone su un milione avrebbero lasciato la città più grande della Striscia. Cacciati dai missili e dai carri armati che ormai si trovano a meno di tre chilometri dal centro. I racconti che arrivano sono di panico e distruzione. Da questa mattina, almeno 33 persone sono state uccise. Alcune mentre dormivano in strutture comunali. Il cielo è coperto di fumo nero e i bombardamenti, raccontano, «non si fermano mai». Gli ospedali di Gaza City sono vicini al collasso, i medici segnalano gravi carenze di forniture essenziali e il carburante per i generatori sta per finire. I feriti affollano i corridoi e non tutti riescono a ricevere le cure necessarie per sopravvivere. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha annunciato su X che la stazione di ossigeno dell’ospedale Al-Quds di Gaza City non è più funzionante dopo essere stata colpita da colpi d’arma da fuoco delle forze israeliane. “Al momento, l’ospedale si affida a bombole di ossigeno pre-riempite, che dureranno solo tre giorni”, ha aggiunto la Mezzaluna, riferendo quindi di “veicoli militari israeliani posizionati all’ingresso sud dell’ospedale Al-Quds, che impediscono a chiunque di entrare o uscire”.

Dopo lo sfollamento di massa a forza di bombe, gli attacchi degli israeliani si concentrano ora sugli ospedali. Martedì hanno distrutto il principale centro sanitario di Gaza City gestito dall’organizzazione benefica Palestinian Medical Relief Society (Pmrs). Al personale è stato impedito di evacuare attrezzature mediche e rifornimenti: curavano feriti e pazienti oncologici. Per diverse ore, anche un altro presidio sanitario nella zona di Tal al-Hawa è stato sotto assedio, ma l’offensiva più dura si è concentrata contro l’ospedale da campo giordano che re Abdallah aveva voluto con forza e che aveva resistito dall’inizio del conflitto. Amman è stata costretta a trasferire medici e attrezzature a Khan Yunis. L’ospedale pediatrico di Al-Rantisi e l’ospedale oculistico sono stati costretti a chiudere per i bombardamenti, molti medici si sono spostati nell’Al Shifa che continua a funzionare, ma non si sa per quanto. Il ministero della Sanità di Gaza lancia l’allarme: c’è il rischio che a causa della mancanza di carburante gli ospedali rimasti a Gaza City chiudano, «potrebbero verificarsi interruzioni di attività in reparti vitali, il che significa che la crisi sanitaria peggiorerà ed esporrà la vita dei pazienti e dei feriti a morte certa».

Distrutta anche la clinica al-Samer di Gaza City. Era una delle poche rimaste integre dopo l’inizio dell’assalto militare israeliano, impegnando uno staff sanitario di 45 persone, per fornire assistenza generale, servizi dedicati alle donne, supporto psicologico, fisioterapia. I medici assicuravano visite cardiologiche, polmonari, nefrologiche, nutrizionali e, insieme al laboratorio di analisi cliniche, praticavano trattamenti e servizi per 700-1.000 pazienti ogni giorno. È la terza clinica della Pmrs attaccata nel giro di tre settimane. Due sono state rase al suolo, una è compromessa. Il poliambulatorio si trovava all’interno di un edificio che ospitava decine di famiglie sfollate. I medici hanno raccontato di aver saputo per caso che Israele intendeva distruggere il palazzo e l’intero blocco residenziale. L’esercito ha dato solo trenta minuti per evacuare e dopo mezz’ora la torre è stata abbattuta. Tutto il blocco è stato pesantemente danneggiato, anche gli edifici vicini.

Almeno nove palestinesi sono rimasti uccisi, tra cui diversi bambini, altri sono sotto le macerie. Un filmato mostra due genitori, disperati, che hanno perduto la loro unica figlia, sepolta tra i detriti. Il direttore del ministero della Sanità di Gaza, Munir al-Bursh riferisce di 38 ospedali colpiti dall’ottobre 2023, 1.723 gli operatori sanitari uccisi. Un altro allarme arriva dalle Nazioni Unite, secondo cui “l’offensiva israeliana a Gaza costringe le donne a partorire per strada, senza ospedali, medici o acqua pulita”, ha dichiarato la portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, citando il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa). “L’Unfpa afferma che 23mila donne sono prive di cure e circa 15 bambini nascono ogni settimana senza assistenza medica”, ha aggiunto Dujarric.