Il primo passo è stato fatto. Per un voto la commissione Iuri del parlamento europeo ha rigettato la richiesta della revoca dell’ immunità a Ilaria Salis proposta dal primo ministro ungherese Orban. La decisione finale toccherà all’aula di Strasburgo il prossimo 7 ottobre.
“La commissione ha deciso di difendere la mia immunità e l’indipendenza del Parlamento e di respingere la richiesta del regime ungherese. Si tratta di un segnale importante e positivo – dice Ilaria Salis – Ho piena fiducia che il Parlamento confermerà questa scelta nella seduta plenaria, affermando la centralità dello stato di diritto e delle garanzie democratiche”. “Difendere la mia immunità non significa sottrarmi al processo – aggiunge l’europarlamentare – ma proteggermi dal regime di Orban. Per questo la sua tutela è essenziale. Le autorità italiane restano libere di aprire un procedimento a mio carico come io stesso auspico con forza”.
La Lega, Fratelli d’Italia e soprattutto l’Ungheria non l’hanno presa bene. Balzas Orban direttore dell’ufficio politico del premier ribadisce ;“Salis venuta a Budapest per colpire, Antifa è una organizzazione terroristica. Lo Stato ha il dovere di proteggere gli innocenti da tali minacce”. La Lega parla di “eurovergogna targata sinistra e falchi tiratori Ppe. Una scelta che invia un falso segnale ai cittadini, è un pericoloso arretramento dei principi di giustizia che dovrebbero guidare le istituzioni europee”. Il ministro Matteo Salvini sintetizza: “La mancata revoca dell’immunità significa che chi sbaglia non paga”. Mario Mantovani aggiunge: “È stato difeso l’indifendibile”.
Gli avvocati di Ilaria Salis, Mauro Straini e Eugenio Losco, spiegano che è stato confermato che l’Ungheria viola stato di diritto. “Un processo giusto ed equo non può essere garantito in un caso così politico dove ci sono pressioni da parte del governo ungherese questo vale per Salis e per gli stessi cittadini di quel paese. La Germania sta giudicando in Germania cittadini tedeschi imputati dei fatti di Budapest e ci chiediamo cosa impedisca all’Italia di portare qui un processo a una cittadina italiana”.
Ilaria Salis venne arrestata a Budapest il 23 febbraio del 2023 accusata di aver picchiato neonazisti ungheresi che non l’hanno mai riconosciuta né denunciata. Gli atti parlano di ferite guaribili tra 6 e 8 giorni, ma nel capo di imputazione del processo diventavano “potenzialmente mortali” fino a ipotizzare una condanna a 24 anni di carcere. Ilaria Salis è stata detenuta per 15 mesi in condizioni terribili, portata in aula con manette, guinzagli e catene. Il caso esplose grazie alle immagini televisive. Poi la candidatura con Avs e il mandato parlamentare.