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Il popolo italiano è contro il genocidio, il governo di conigli fascisti è sottomesso a Israele

Il popolo italiano è contro il genocidio, il governo di conigli fascisti è sottomesso a Israele

È stata una vera e propria rivolta. Una giornata incredibile. Sono state bloccate le città, le stazioni, i porti, gli aeroporti. Cortei ovunque. Agguerriti e decisi. Scioperi, assemblee. Nessuno se l’aspettava una giornata così. Ci sono dei giorni che tu ascolti le grida della Meloni, senti Vannacci che vuole suonare nelle scuole l’inno della decima Mas, leggi i giornali di destra che ci spiegano che dobbiamo diventare gli eredi di Charlie Kirk – cioè di un giovane attivista razzista con forti sfumature nazi – e ti pare che sia tornata la Wehrmacht. Poi capisci che no, forse è solo il circoletto di Colle Oppio, una versione molto romanesca e un po’ farsesca del nazionalsocialismo. E comunque ti pare che non ci siano più speranze per questo paese melonizzato. Che siano finiti gli anticorpi.

Ieri è cambiato tutto. Abbiamo scoperto che c’è ancora un popolo, per di più in gran parte giovane, che è disposto a lottare per delle idee. Quando scrivo idee intendo valori moderni, come la libertà, la solidarietà, la pace, la difesa dei poveri e della vita. L’uguaglianza. Idee cristiane e laiche, socialiste, liberali e illuministe. Non mi pare che si possano mettere sullo stesso piano delle nostalgie fasciste di un generale che si sta divorando la Lega, e sta mettendo all’angolo tutte le componenti democratiche della destra. L’Italia è il primo paese del mondo a scattare in un gesto clamoroso di rivolta contro il genocidio in corso a Gaza. Conta poco se abbiamo un governo, forse di conigli, forse di fascisti, che ormai è l’unico in Europa a non riconoscere la Palestina e a mantenere un atteggiamento di sottomissione verso Israele, cioè verso il più feroce tra gli Stati canaglia. Quel che chiunque vede è che il popolo italiano è quello che con assoluta limpidezza e più di tutti è dalla parte delle vittime dello sterminio. Beh, almeno per oggi possiamo essere orgogliosi.

Forse non si era mai vista una mobilitazione così forte, promossa dal sindacato, che non ha per obiettivo gli interessi immediati dei lavoratori: gli stipendi, gli orari, la sanità, la casa, i trasporti. È sceso in piazza un grande movimento che nasce da una spinta ideale. Dall’indignazione per il tentativo israeliano di annientare il popolo della Palestina. Non mi venite a raccontare che la destra e la sinistra sono uguali. È una balla. La destra sta realizzando la sua campagna elettorale promettendo piccole mance. Qualche centinaio di euro per comprarsi la lavatrice nuova, un po’ di condoni, qualche milione a pioggia per le Marche, la promessa di una miracolosa riforma fiscale. La sinistra si è imbarcata sulla Flotilla, scende in piazza per Gaza, si batte in Parlamento a difesa dei migranti e contro i ministri che mettono in salvo i tagliagole libici violando ogni legge del diritto internazionale.

Non solo non sono la stessa cosa, destra e sinistra, sono rappresentanti di due Italie molto diverse. Quella degli evasori e quella dei ragazzi che si imbarcano per portare gli aiuti a Gaza, e rischiano la vita perché ci credono. Cioè, perché credono all’umanità e non agli interessi del condominio. Per un giorno almeno, guardate, lo dico anche io che odio il “patriottismo”: possiamo essere fieri di essere il popolo italiano.