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Fitto si ammutina in Europa su Gaza, ecco perché la Flotilla è necessaria contro la codardia del governo Meloni

Foto Sebastiano Diamante/Lapresse

Foto Sebastiano Diamante/Lapresse

L’Italia non sta facendo l’Italia. L’ammutinamento di Fitto sul via libera alle sanzioni, già blande, messe in campo dalla Commissione europea segna uno spartiacque. Un prima e un dopo per il ruolo che ha sempre esercitato l’Italia nel Mediterraneo. La scelta di non mettersi sulla scia di chi prova a bloccare la tragedia di Gaza – anche attraverso la leva della pressione economica – conferma l’allineamento acritico della destra italiana con il trumpismo.

Lo abbiamo visto sui dazi, lo vediamo ora nel Medio Oriente. D’altra parte Giorgia Meloni andrà all’assemblea generale delle Nazioni Unite senza una linea e dunque senza un ruolo se non quello di contribuire a incrinare la già gracilissima coesione europea. Ieri le opposizioni hanno occupato l’aula per protesta contro il rifiuto di Giorgia Meloni di venire a riferire in aula sull’ennesima escalation in corso: un gesto radicale di denuncia che incrocia la mobilitazione straordinaria della Cgil che il 19 settembre riempirà le piazze italiane. Il mondo del lavoro ripudia la guerra, perché da che mondo è mondo sono i lavoratori quelli che pagano il prezzo più alto delle crisi geopolitiche che inquinano la scena globale. E la miopia con cui stiamo andando incontro a un riarmo senza politica mette in discussione un modello sociale europeo che è stato garanzia di tenuta democratica e di diritti civili.

La Flotilla rappresenta in questo senso un innesco, perché parte dal basso, perché aggrega cose diverse e spesso contraddittorie e reintroduce una speranza. L’idea che la società civile può avere un ruolo che va oltre la semplice dimensione passiva della partecipazione al processo elettorale. Significa riscoperta del valore della diplomazia dal basso, pratica di solidarietà orizzontale, persino la disponibilità a mettere nel conto anche il rischio di un fallimento. Che non si arrivi a Gaza, che si venga fermati prima. Perché lasciati soli dai governi a coltivare una possibilità: quella di invertire il senso di rassegnazione che sta contagiando non solo le classi dirigenti europee, ma anche larghi strati popolari. Deludere questa aspettativa sarebbe davvero un errore. Perché se si apre quel corridoio umanitario, saltano davvero gli alibi per tutti.