Ucraina, democrazia, ma anche la disparità tra ricchi e poveri e la sua passione. Sono solo alcuni dei temi trattati da Papa Leone XIV nella sua prima intervista del suo pontificato, concessa da Robert Francis Prevost alla giornalista statunitense Elise Ann Allen.
Un colloquio che uscirà nei prossimi giorni all’interno di una biografia pubblicata da Penguin in Perù, il Paese del Sudamerica dove a lungo ha vissuto come missionario e poi vescovo, dal titolo “León XIV: ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI”, anticipata con ampi stralci dal quotidiano locale “El comercio“.
Le disparità economiche ed Elon Musk
Parlando di polarizzazione del mondo, il Pontefice di Chicago spiega che si tratta di una conseguenza di vari fattori recenti, come la pandemia di Covid-19, e altri più strutturali: tra questi “divario sempre più ampio tra i livelli di reddito della classe operaia e il denaro che ricevono i più ricchi”.
Il Papa fa un esempio chiaro citando il secondo uomo più ricco al mondo, il magnate sudafricano Elon Musk. “Gli amministratori delegati che 60 anni fa guadagnavano dalle quattro alle sei volte di più di quanto guadagnano i lavoratori, l’ultimo dato che ho visto è 600 volte di più di quanto guadagna il lavoratore medio. Ieri la notizia che Elon Musk diventerà il primo trilionario al mondo. Cosa significa e di cosa si tratta? Se questa è l’unica cosa che ha ancora valore, allora siamo nei guai…”, il laconico giudizio di Leone XIV.
La democrazia
Quindi un giudizio destinato a generare polemiche future. Prevost infatti torna sul sinodo fortemente voluto dal suo predecessore Papa Francesco, definendolo “una sorta di antidoto” alla polarizzazione presente anche nella Chiesa.
Secondo Leone XIV bisogna dunque “continuare a costruire” su quell’esperienza ma “non per cercare di trasformare la Chiesa in una sorta di governo democratico”. Questo perché, l’opinione del Pontefice statunitense, “se guardiamo a molti Paesi del mondo oggi, la democrazia non è necessariamente la soluzione perfetta a tutto”.
La situazione in Ucraina
Quindi l’Ucraina, questione su cui Francesco si è speso fortemente ma senza riuscire a portare a casa risultati, se non quello di favorire lo scambio di prigionieri e di bambini. Anche per Leone la pace “è l’unica risposta”. “Dinanzi alle inutili uccisioni di questi anni da entrambe le parti, in quel conflitto in particolare, ma anche in altri conflitti” le persone dovrebbero “svegliarsi” e cercare “un altro modo per risolvere le divergenze”.
Eppure il Pontefice statunitense sa ben che “pensare al Vaticano come mediatore” non è scontato o semplice, lo dice il recente passato, come ammette lo stesso Prevost. “Anche nelle due volte in cui ci siamo offerti di ospitare incontri di negoziazione tra Ucraina e Russia, in Vaticano o in altre proprietà della Chiesa, mi sono reso conto perfettamente di quali sono le implicazioni”, ricorda infatti il Papa. Quanto alle Nazioni Unite, “almeno in questo momento, hanno perso la loro capacità di unire le persone sulle questioni multilaterali”.