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La Polonia schiera 40mila soldati al confine bielorusso, la reazione ai droni russi e all’esercitazione congiunta Mosca-Minsk

La Polonia schiera 40mila soldati al confine bielorusso, la reazione ai droni russi e all’esercitazione congiunta Mosca-Minsk

Il primo ministro polacco aveva parlato di un Paese e di una Europa “mai così vicina ad una guerra mondiale” dopo l’abbattimento nel proprio spazio aereo di alcuni droni russi, ed in effetti le contromisure di Varsavia, e poi della stessa Mosca, fanno gelare il sangue.

Il governo polacco ha infatti deciso di schierare 40mila soldati al confine con la Bielorussia, Paese alleato-vassallo del Cremlino, oltre a limitare il traffico aereo dopo l’incursione russa. Con una nota, l’Agenzia polacca per i servizi di navigazione aerea ha invece fatto sapere che questa restrizione, in vigore fino all’inizio di dicembre, “è stata introdotta per garantire la sicurezza nazionale”. Le restrizioni, che non riguardano il traffico passeggeri, saranno valide fino al 9 dicembre.

Limitazioni che non si fermano allo spazio aereo. Dalla mezzanotte il Paese ha chiuso tutti i valichi di frontiera con la Bielorussia rimasti operativi fino ad ora.

QUest’ultima mossa è una risposta alla decisione del Cremlino e del suo fido alleato bielorusso di avviare esercitazioni militari congiunte, denominate Zapad-2025, nel contesto di tensioni crescenti dopo le accuse di Varsavia sull’aver lanciato droni nel suo spazio aereo.

“A mezzanotte abbiamo chiuso il traffico al confine con la Bielorussia. Questo è legato alle esercitazioni militari Zapad-2025”, ha dichiarato il ministro dell’Interno polacco Marcin Kierwinski dal valico di frontiera di Terespol, l’unico ancora operativo, durante una conferenza stampa trasmessa dal canale televisivo TVP Info. “Il traffico riprenderà, ma solo quando saremo certi che la sicurezza dei polacchi sarà garantita. Dal punto di vista economico, ci impegneremo a riaprire il confine il prima possibile”, ha aggiunto.

Anche due Paesi baltici hanno preso contromisure dopo l’abbattimento dei droni in Polonia e l’esercitazione militare congiunta di Russia e Bielorussia. Estonia e Lettonia hanno annunciato la chiusura del proprio spazio aereo al confine orientale con la Russia.

“A seguito degli sviluppi analizzati dall’esercito lettone, chiudiamo la zona dello spazio aereo lettone al confine orientale con la Bielorussia e la Russia”, ha dichiarato il ministro della Difesa lettone Andris Spruds in un messaggio su X, specificando che la misura rimarrà in vigore fino al 18 settembre. La no-fly zone della Lettonia copre un’area di 456 chilometri di lunghezza, cinquanta di profondità e sei di altezza.