Una violazione della sovranità senza precedenti di un Paese membro della Nato. La Russia nei consueti attacchi con droni sul suolo ucraino ha violato lo spazio aereo polacco: il governo di Varsavia ha attivato le proprie difese aeree, con i jet polacchi che hanno sparato contro diversi droni russi.
Il primo ministro Donald Tusk ha confermato che quelli colpiti dall’aeronautica polacca erano droni russi che probabilmente avevano come obiettivo l’Ucraina occidentale. “A seguito dell’attacco odierno della Federazione Russa sul territorio ucraino, si è verificata una violazione senza precedenti dello spazio aereo polacco da parte di oggetti tipo drone. Si tratta di un atto di aggressione che ha creato una reale minaccia alla sicurezza dei nostri cittadini”, ha sottolineato il comando operativo dell’esercito polacco in un messaggio su X.
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Una prima violazione, come precisato a Tusk, è stata registrata intorno alle 23:30 di martedì, l’ultima intorno alle 6:30 di mercoledì, per un totale non ancora definitivo di 19 violazioni dello spazio aereo polacco. Droni che, ha aggiunto il premier, “provenivano direttamente dalla Bielorussia e non dall’Ucraina”.
È la prima volta che un Paese membro della Nato, l’Alleanza Atlantica, spara contro obiettivi di questo tipo dallo scoppiare del conflitto in Ucraina nel febbraio del 2022. Nato che è stata informata nella notte dallo stesso Tusk, che ha avuto un colloquio col segretario dell’Alleanza, Mark Rutte, e ha poi convocato con i propri ministri una riunione d’emergenza sulla sicurezza.
Per il premier polacco “l’incursione dei droni russi nello spazio aereo della Polonia non è stata una casualità”, ma si è trattato di “un’aggressione su larga scala”. “La Polonia è pronta a reagire a qualsiasi attacco o provocazione”, ha aggiunto Tusk. “Siamo pronti a respingere tali provocazioni. La situazione è seria e nessuno dubita che dobbiamo prepararci a diversi scenari”, ha spiegato il leader europeista polacco.
Varsavia, ha quindi annunciato Tusk, invocherà l’articolo 4 della Nato, richiedendo una consultazione formale all’interno dell’alleanza, una mossa concordata tra lui e il presidente Karol Nawrocki. L’articolo 4 stabilisce un meccanismo di consultazione tra le parti del Trattato in caso di minaccia all’integrità territoriale, all’indipendenza politica o alla sicurezza di una delle parti. “Le consultazioni con gli alleati hanno assunto la forma di una richiesta formale di attivazione dell’articolo 4 della Nato”, ha spiegato Tusk parlando alla Sejm, la Camera bassa del parlamento polacco.
A causa della violazione del proprio spazio aereo, le autorità polacche hanno chiuso per diverse ore il principale aeroporto di Varsavia, Chopin, così come quelli di Modlin e Rzeszow. Frammenti di un drone russo sono stati rinvenuti nel villaggio di Czosnowka, nella Polonia orientale. Un secondo drone ha invece colpito una casa nella città di Wyryki Wola, nella regione di Lublino, al confine con la Russia e la Bielorussia. Il media locale Polsat News ha riferito che il tetto e il parcheggio dell’edificio sono stati danneggiati, ma nessuno sarebbe rimasto ferito. Il sindaco Mariusz Zanko afferma che “la gente ha sentito l’esplosione e ha visto anche i caccia polacchi. La situazione è piuttosto difficile e preoccupante; c’è davvero grande preoccupazione tra i residenti”.
Nelle operazioni svolte nella notte per intercettare i droni russi sono stati impiegati anche aerei da ricognizione Awacs italiani, oltre agli F-35 olandesi e ai caccia F-16 polacchi. E dall’Italia arrivano le parole di condanna del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che “condanna con fermezza la violazione del territorio polacco da parte di droni russi: un fatto gravissimo e inaccettabile, che è un’offesa alla sicurezza dell’intera area euro-atlantica”.
Da Kiev invece il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di “prove sempre più numerose” che indicano che l’attacco contro la Polonia “non è stato casuale”. “Stanno arrivando ulteriori informazioni sui droni d’attacco russi in territorio polacco. Al momento, si sa di otto droni. Prove sempre più numerose indicano che questo movimento, questa direzione di attacco, non è stato casuale. Questa volta stiamo registrando una scala molto più ampia e un attacco deliberato. L’Ucraina è pronta a fornire alla Polonia tutti i dati necessari disponibili e a aiutare la Polonia a costruire un efficace sistema di allerta”.
Dall’Europa il coro di condanna è unanime. Il commissario Ue alla Difesa Andrius Kubilius ha parlato di “sviluppare con urgenza un «muro di droni» lungo tutto il fianco orientale dell’Ue, attualmente il progetto di punta comune più importante”. L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha definito quanto accaduto nella notte sul fronte orientale placco “la più grave violazione dello spazio aereo europeo da parte della Russia dall’inizio della guerra, e tutto lascia supporre che si sia trattato di un atto intenzionale, non accidentale”.
E la Russia? Per il momento l’unica reazione è quella che arriva dall’incaricato d’affari russo in Polonia Andrei Ordash: “Riteniamo che le accuse siano infondate. Non è stata presentata alcuna prova che questi droni siano di origine russa”, le parole del ‘diplomatico’ russo riprese dall’agenzia di stampa statale Ria Novisti. Quindi sul caso è arrivato una nota del ministero della Difesa di Mosca, che ha evidenziato come “non c’erano piani per colpire obiettivi in territorio polacco”. Il ministero ha poi tenuto a sottolineare che “l’autonomia dei droni utilizzati, che avrebbero attraversato il confine con la Polonia, non supera i 700 km” e che “tuttavia pronto a tenere consultazioni con il ministero della Difesa polacco”.