X

Ciclista investito e ucciso a Treviso, a travolgerlo un 18enne senza patente: l’auto presa all’insaputa della madre

Ciclista investito e ucciso a Treviso, a travolgerlo un 18enne senza patente: l’auto presa all’insaputa della madre

Guidava una Fiat 500 rossa senza patente, auto che avrebbe preso all’insaputa della madre. C’era un 18enne alla guida del veicolo che nel pomeriggio di lunedì, intorno alle 16:40, ha travolto e ucciso Diego Lapaine, 71 anni, ex vicepreside dell’Itis di Treviso e anche docente al liceo Da Vinci” a Lancenigo di Villorba, in provincia di Treviso.

Stando alle prime ricostruzione la 500 rossa avrebbe improvvisamente invaso la corsia opposta travolgendo in pieno la bici da corsa di Lapaine. Un impatto tanto violento quanto fatale: il ciclista amatore è stato sbalzato a metri di distanza, finendo per sorvolare la recinzione di un’abitazione e finendo all’interno del suo giardino. Inutile ogni tentativo di soccorso e rianimazione: il 71enne è morto praticamente sul colpo.

Quanto alle cause dell’incidente, la dinamica è al momento al vaglio di polizia locale e carabinieri. Una delle ipotesi è che il 18enne abbia perso il controllo dell’auto a causa di un dosso posto appositamente per rallentare la corsa delle macchine, ma forse anche per la velocità sostenuta.

Le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro auto e bicicletta, con la Procura di Treviso che ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio stradale. Per il 18enne non è stato disposto l’arresto, il ragazzo è incensurato e non ha tentato la fuga: dovrà però rispondere anche di guida senza patente oltre che di una serie di infrazioni al codice della strada.

Sulla tragedia è intervenuto anche il sindaco di Villorba, Francesco Soligo, accorso subito sul luogo dell’incidente: “La prudenza sulla strada non è mai troppa. È fondamentale fare piena luce su quanto accaduto. Siamo vicini alla famiglia di Lapaine in questo momento di dolore”.

Dramma che arriva al termine di un mese, quello di agosto, da record negativo negli ultimi otto anni. Sono state 30 i ciclisti morti sulle strade italiane, di cui 15 decessi provocati da pirati della strada. Il bilancio aggiornato è dell’Osservatorio ciclisti Sapidata-Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, che ha sede a Forlì.

Nei primi otto mesi dell’anno le vittime sono state 155, di cui 140 uomini e 15 donne, ben 75 gli “over 65 anni”. Rispetto al periodo gennaio-agosto 2024 le vittime sono aumentate del 14 per cento (136).