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Afghanistan, il disastro post terremoto nel Paese dei Talebani: soccorsi al palo tra isolamento del regime e aree off-limits

Afghanistan, il disastro post terremoto nel Paese dei Talebani: soccorsi al palo tra isolamento del regime e aree off-limits

In Afghanistan il terremoto di magnitudo 6 che ha colpito lunedì la provincia di Kunar, nella parte occidentale del Paese oggi guidato nuovamente dai Talebani, ha provocato una ecatombe. Il bilancio delle vittime, almeno secondo quanto riferito dalla Mezzaluna rossa afghana, è di 1124 morti e si contano almeno 3251 feriti, numeri però destinati probabilmente a salire ancora perché vi sono ancora molte persone disperse o intrappolate tra le macerie.

Impressionanti anche i danni materiali causati dal sisma, con oltre 8mila abitazioni, per lo più costruite in pietra e terracotta, andate distrutte dal sisma.

Il governo dei Talebani, che dal ritorno al potere a Kabul nel 2021 ha nuovamente isolato il Paese, riportando indietro le lancette del tempo instaurando per l’ennesima volta un regime islamico di brutale repressione, ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché vengano inviati aiuti. A parlare tra gli altri è stato Sharafat Zaman, portavoce del ministero della Salute di Kabul, che ha chiesto aiuti internazionali per affrontare la devastazione causata dal sisma. “Ne abbiamo bisogno perché qui molte persone hanno perso la vita e la casa”, ha detto.

Il problema più grande in questo momento in Afghanistan riguarda le difficoltà estreme nel fornire soccorsi alla popolazione colpita dal sisma. L’area più colpita dal terremoto, la provincia di Kunar, pur non essendo particolarmente lontana dalla capitale Kabul e da un centro importante come Jalalabad, si trova in un’area montuosa impervia: le frane generate dal sisma hanno bloccato gran parte delle strade per accedervi.

Per i soccorsi raggiungere le zone più colpite dal terremoto è diventato quindi estremamente difficile, la popolazione locale è stata costretta a cercare i dispersi sotto le macerie scavando a mani nude. Non aiuta l’isolamento internazionale del regime dei Talebani, non in possesso dei mezzi necessari per aiutare le persone colpite dal sisma: sono pochi e mal equipaggiati anche gli ospedali in cui sono stati trasportati i feriti recuperati durante i soccorsi.

Al momento sono pochissimi i Paesi, tra cui India, Cina, Russia e Regno Unito, che hanno deciso di aiutare l’Afghanistan dopo il terremoto: il timore degli altri è che eventuali fondi e mezzi inviati a Kabul siano utilizzati dal regime, riconosciuto a livello internazionale solamente dal Cremlino, per usi diversi rispetto a quanto previsto.