Mentre a Washington si discute e analizza l’analisi-editoriale pubblicata dal Wall Street Journal, l’autorevole quotidiano economico, che parla apertamente del timore di una svolta autoritaria del Paese sotto la guida di Donald Trump, che nel suo secondo mandato si sta mostrando senza freni nel rimuovere chiunque non segua fedelmente i suoi diktat, minacciando per questo da mesi la cacciata del capo della Fed Jerome Powell, reo di non tagliare i tassi di interessi e cambiare così la politica monetaria della Banca centrale Usa, alla Casa Bianca si stringe il cerchio sui “nemici” del tycoon.
L’effetto però rischia di essere di una gravità senza precedenti. È il caso dell’ultima decisione presa da Trump, che ha dato mancato al Secret Service, l’agenzia che si occupa della sicurezza del presidente, dei vice e degli ex presidenti (da non confondere con i servizi segreti come la CIA), di non fornire più protezione all’ex vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, sfidante di Trump alle elezioni presidenziali del 2024.
- Susan Monarez, la direttrice dei CDC nominata e licenziata da Trump in un mese: colpa degli scontri sui vaccini con Kennedy Jr
- Trump rispolvera la dottrina Monroe: Sudamerica cortile degli USA, Messico e Venezuela infuriati
- Gaza e la parabola di Tony Blair, da Trump a presentare il suo piano per Gaza: hub commerciale e resort nella Striscia
- In Ucraina pace lontana, Meloni e soci costretti a riposizionarsi: in soffitta la spalletta di Trump, resta solo l’UE
Una scelta tecnicamente legale: le normative statunitensi infatti prevedono la scorta a vita solamente per gli ex presidenti, mentre per i vice è limitata a sei mesi dalla fine dell’incarico. I problemi però sono due: da una parte l’ex presidente Joe Biden prima di lasciare la Casa Bianca aveva prorogato a gennaio 2026 la protezione per la sua vice, proroga che Trump ha dunque deciso di cancellare; dall’altra Kamala Harris sarà a breve in tour per promuovere il suo libro “107 Days” sulla sua campagna presidenziale, in uscita il 23 settembre, circostanza che la porterà ovviamente a stretto contatto con migliaia di persone.
La notizia è stata data dalla CNN, che per prima ha ottenuto una copia della lettera in cui Trump comunicava la decisione. Il presidente ha ordinato di interrompere la protezione a partire dall’1 settembre e sempre l’emittente americana ha scritto che non ha ricevuto spiegazioni sul motivo delle scelte né da un portavoce di Biden né da uno di Trump.
In un contesto politico come quello statunitense, ormai estremamente polarizzato e in cui le frange estremiste su ambo i lati sono sempre più imponenti e forti, se qualcuno proverà ad attaccare Harris cosa potrebbe succedere? Trump sarebbe pronto ad assumersi la responsabilità politica di una simile eventualità?
Problemi che Trump non sembra essere interessato a porsi. D’altra parte il presidente Usa aveva già deciso negli scorsi mesi di interrompere la protezione federale anche ad altri personaggi noti come il suo ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e ai i figli dell’ex presidente Biden, Hunter e Ashley.