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Urbanistica Milano, perché Manfredi Catella è stato liberato dai domiciliari: poveri pm

Photo credits: Clemente Marmorino/Imagoeconomica

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Torna libero anche Manfredi Catella, “il re del mattone”, per decisione del Tribunale del Riesame, che ha annullato l’arresto per corruzione e falso deciso dal gip. Il collegio non ha disposto nemmeno misure interdittive sostitutive, come era accaduto invece per altri indagati. Del resto, Catella dimettendosi da ogni incarico e rinunciando a qualsiasi delega all’interno di Coima aveva praticamente azzerato il pericolo di reiterazione del reato che aveva causato l’arresto.

Non si sa se i giudici hanno deciso solo sulla sussistenza delle esigenze cautelari o anche su quella dei gravi indizi. Nel secondo caso, per l’indagine sarebbe un brutto colpo. Bisognerà aspettare il deposito delle motivazioni tra 45 giorni. Per il momento, si tratta di uno stop all’indagine, quantomeno a livello di clamore politico. La sensazione è che i pm si siano fatti “ingolosire” dall’accusa di corruzione più suggestiva e mediatica invece di “stringere” sugli abusi edilizi, provati sostanzialmente dai grattacieli eretti dalla ristrutturazione di cortili sulla base di una semplice comunicazione di avvio dei lavori e che stanno ancora lì, tra le proteste dei cittadini contro la sottrazione di aria e di spazio.

Insomma, la procura stava vincendo, ma cercando di stravincere immediatamente si sarebbe creata degli ostacoli. Si potrebbe sintetizzare il tutto come un eccesso di presunzione. Nessuna delle misure cautelari disposte dal gip su richiesta della procura ha retto alla prova del Riesame, che aveva già annullato l’arresto in carcere del costruttore Andrea Bezziccheri e i domiciliari per l’ex componente della commissione paesaggi, l’architetto Alessandro Scandurra, che sarebbe stato corrotto secondo i pm proprio da Catella.

Per altri tre indagati, l’ex assessore Giancarlo Tancredi, l’ex presidente della Commissione paesaggi Giuseppe Marinoni e l’ex manager Federico Pella, il Riesame aveva disposto un anno di interdizione, riqualificando l’imputazione in corruzione per esercizio della funzione e non per atti contrari ai doveri di ufficio. Una modifica di una certa importanza rispetto all’ipotesi di accusa originaria.