Data quasi per fatta la possibilità di un bilaterale Putin-Zelensky, lo aveva annunciato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo aver accolto alla Casa Bianca lo stesso Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky e alcuni leader Europei. E c’era chi come il Presidente della Francia Emmanuel Macron aveva proposto Ginevra, nella neutrale Svizzera, come sede dell’incontro. Peraltro garantendo a Putin immunità dal mandato d’arresto internazionale. E invece il Presidente della Russia avrebbe proposto di tenere a Mosca l’ormai famigerato bilaterale. Altro capitolo della guerra in Ucraina e dei negoziati che da ormai più di tre anni stanno girando a vuoto mentre sul terreno continuano scontri, attacchi, bombardamenti.
A rivelare la proposta avanzata da Putin a telefono con Trump era stata l’Associated France Press, la stessa agenzia di stampa che ha riportato del rifiuto di Zelensky che si trovava alla Casa Bianca con i leader europei. Non è stato chiarito tuttavia a che punto delle giornate di colloqui sia arrivato il botta e risposta. La proposta di Ginevra sembra prendere intanto quota così con la possibilità dell’Europa di riguadagnare terreno nelle trattative dopo la quasi irrilevanza di questi anni e l’attivismo dell’inquilino della Casa Bianca. Anche l’Italia sostiene la scelta, così come confermato dal ministro degli Esteri del governo Meloni, Antonio Tajani, proprio oggi in Svizzera, a Berna, per la conferenza annuale degli ambasciatori svizzeri.
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“Roma anche sarebbe stata una sede ideale, voluta da americani, ucraini e anche dagli altri, ma c’è il problema della Corte Penale internazionale, quindi sarebbe stato più complicato. Credo che la sede di Ginevra possa essere la sede migliore, l’Italia è favorevole”, ha detto il titolare della Farnesina. “La Svizzera è prontissima, non pronta, anche a breve termine”, ha garantito l’omologo Ignazio Cassis che ha riferito di averne parlato anche al titolare degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov. Garantita l’immunità a Putin a condizione di un arrivo “per una conferenza di pace”. Lavrov ha non solo confermato la possibilità del bilaterale ma anche allargato a Trump.
Putin e Zelensky si sono incontrati soltanto un’altra volta di persona, il 9 dicembre del 2019, con il cosiddetto “Formato Normandia” a Parigi, per parlare della situazione sul campo dopo le occupazioni di Crimea e Donbass nel 2014. C’era ancora la cancelliera tedesca Angela Merkel, c’era già Macron all’Eliseo. Zelensky era appena entrato in carica dopo le elezioni nel maggio del 2019, aveva tra le altre cose promesso di raggiungere una tregua nell’est del Paese. Ancora oggi la cessione di quei territori occupati – e annessi con referendum non riconosciuti dalla comunità internazionale – è una delle condizioni poste a Putin per raggiungere un accordo di Pace.
Il cessate il fuoco programmato entro la fine del 2019 fallì, né al vertice Trump-Putin di Anchorage né alla Casa Bianca è emerso un accordo per sospendere il conflitto. Annette al governo italiano la proposta dell’Italia su una sorta di modello articolo 5 della NATO da applicare a Kiev, il ministro Tajani, mentre Trump ha assicurato che gli USA non porteranno l’esercito in Ucraina al contrario di Germania, Francia e Regno Unito a suo dire intenzionate. Downing Street in una nota diffusa nel pomeriggio ha parlato dei team militari dei volenterosi che “si incontreranno con le loro controparti Usa nei prossimi giorni” per discutere dei piani volti a fornire “solide garanzie di sicurezza” all’Ucraina e “preparare l’invio di una forza di rassicurazione” una volta terminato il conflitto con la Russia.
Il premier britannico Starmer ha co-presieduto col presidente francese Macron una conferenza virtuale con oltre 30 leader dei Paesi riuniti nella coalizione dei volenterosi in cui si è discusso anche di esercitare ulteriori pressioni su Mosca tramite altre sanzioni. “Non spetta a noi decidere quando e come si devono fare le elezioni in Ucraina. Noi difendiamo sempre la democrazia – ha aggiunto Tajani nel suo intervento a margine – Il primo obiettivo perché ci possano essere le elezioni deve essere il raggiungimento della pace. Intanto lavoriamo per quello con grande impegno”.